Rapinata dall'ex e trascinata sull'asfalto col suv. Autista indagato: possibili altre aggressioni e ipotesi stalking

I carabinieri stanno scavando sul passato rapporto tra il 53enne e la 44enne da cui si era lasciato

Non sarebbe la prima volta che la 44enne, vittima della rapina consumatasi giovedì mattina ad Arezzo in via Camillo Golgi, è oggetto delle attenzioni possessive dell'ex fidanzato. L'uomo, 53 anni e autista, è stato denunciato dai carabinieri della compagnia di Arezzo guidata dal maggior Pierfrancesco Di Carlo, dopo che - intorno alle 11,30 del 7 febbraio - avrebbe preso lo smartphone della ex per controllare le chat, trascinandola sull'asfalto nel tentativo di scappare con il suv.

Rapina la ex, poi la trascina sull'asfalto col Suv

I militari ipotizzano che le violenze nei confronti della donna andassero avanti da tempo, la 44enne ha infatti riferito di "lesioni" riportate a seguito di percosse da parte dell'uomo anche in passato.

La ricostruzione dell'accaduto

I carabinieri hanno ricostruito l'accaduto dopo il racconto della 44enne. La donna si è infatti vista rubare lo smartphone dall'ex findanzato. Lui avrebbe voluto controllare le interazioni facebook e le chat private su Messenger e Whatsapp. La 44enne ha cercato di tornare in possesso del suo telefono, ma nel tentativo di raggiungere l'ex che era in macchina, un Suv, è rimasta ferita. La donna si sarebbe infatti aggrappata allo specchietto laterale della vettura, nel tentativo di fermare il 53enne che aveva intenzione di allontanarsi con il cellulare rubato. Ma non c'è riuscita. L'uomo, ingranata la marcia, sarebbe partito, trascinando sull'asfalto la 44enne per alcuni metri prima di fermarsi e allontanarsi di nuovo. La donna è dovuta ricorrere alle cure mediche: al pronto soccorso dell'ospedale San Donato di Arezzo la prognosi è stata di sette giorni, a seguito delle abrasioni e ammaccature riportate.

La denuncia dell'amica

A rivolgersi ai carabinieri, però, non è stata direttamente la vittima, bensì una sua conoscente che ha assistito all'episodio di via Golgi. Mentre la donna si era recata all'ospedale per farsi medicare, l'amica ha chiamato i carabinieri, i quali, prima hanno cercato di raccogliere dettagli sull'aggressione dalla vittima stessa, poi hanno contattato il 53enne che, telefonicamente, ha fatto sapere dove si trovava il "bottino" della rapina. Lo smartphone era infatti custodito in casa dell'attuale compagna. E adesso i militari stanno cercando di ricostruire eventuali aggressioni pregresse, ipotizzando lo stalking. Un'indagine non semplice perché prima dell'ultimo episodio la 44enne non aveva mai denunciato casi simili.

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