Rapinano un supermarket, picchiano l’inserviente e fuggono: due giovani in manette

Si tratta di H. F. di 19 anni e M.P. di 18, entrambi residenti in provincia di Arezzo.

Redazione Arezzo Notizie
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Invia per email  |  Stampa  |   6 dicembre 2017 18:53  |  Pubblicato in Cronaca, Valdarno


Hanno rispettivamente 19 e 18 anni i due cittadini albanesi arrestati dalla polizia di Stato con l’accusa di essere i responsabili di una rapini commessa a fine ottobre.
E’ stato al termine di un’attività di indagine che i poliziotti di Montevarchi sono riusciti ad identificare i due che lo scorso 24 ottobre avrebbero rapinato il multimarket Dolif.

Si tratta di H. F. di 19 anni  e M.P. di 18, entrambi residenti in provincia di Arezzo.

I giovani nel primo pomeriggio del 24 ottobre si erano introdotti a viso scoperto all’interno dell’esercizio commerciale e, pensando di non essere notati né ripresi dall’impianto di video sorveglianza, rubavano dei tablet ed altre apparecchiature elettroniche.

Rovinare il loro piano ci ha pensato un addetto del market che, dopo averli beccati, li ha inseguiti costringendoli a liberarsi della refurtiva. Vistisi scoperti hanno aggredito e minacciato l’inserviente e poi si sono dati alla fuga per le vie del centro storico di Montevarchi.
Nel frattempo sul posto è arrivato il 113 e il 118. L’addetto del negozio è stato
trasportato al pronto soccorso a seguito delle lesioni riportate mentre gli agenti della polizia hanno avvitato immediatamente le indagini.

“Le immagini acquisite – fanno sapere dalla questura di Arezzo – permettevano, tuttavia, al personale operante, di riconoscere almeno uno dei due malviventi, M.P., già noto alle Forze dell’Ordine, e quindi di recarsi prontamente presso il suo domicilio dove in effetti aveva trovato da poco rifugio. Il riscontro delle immagini e di parte degli indumenti ancora da lui indossati non lasciava dubbi, seppure la perquisizione sul posto dava esito negativo. Lo stesso a quel punto faceva parziali ammissioni, dichiarando di non conoscere l’altro giovane con il quale, in concorso, aveva commesso la rapina, se non per il solo generico nome di battesimo. Dichiarazioni che venivano subito smentite dagli accertamenti poi effettuati in banca dati che permettevano di appurare che in almeno due occasioni lo stesso era stato fermato in compagnia dell’altro straniero, a riprova di una conoscenza non occasionale. L’acquisizione delle immagini anche di quest’ultimo permetteva di avere la certezza sull’identità dell’altro autore della rapina impropria”.

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