Protesta sulla E45: "Intervenga l'Esercito per aprire subito la strada alternativa. E' un'emergenza nazionale"

Mattina di manifestazione pacifica all'uscita di Pieve Sud. E nasce un comitato

Giornata di protesta lungo la E45, in un tratto aretino a ridosso dell'interruzione come l'uscita di Pieve Santo Stefano Nord. Alcune decine di persone si sono alternate per far sentire la propria voce alle istituzioni, mobilitandosi in un presidio durato dalle 9 alle 12. 

"E' stato organizzato tutto celermente in appena tre giorni - dice Gianluca Cirignoni di Citerna, anima della protesta assieme a Walter Canicchi di Anghiari -, una protesta pacifica per le gestione sconsiderata di questa arteria nel corso degli anni. E così abbiamo deciso di lavorare per mettere in piedi un comitato che chiede la riaperture in sicurezza ma in tempi urgentissimi. Ovviamente, come alternativa, è auspicabile riaprire la viabilità alternativa, quella della della vecchia 3bis, la cui declassazione è stata irregolare. E si può aggiustare rapidamente, vista l'urgenza, chiamando l'Esercito, senza appalti. D'altronde si tratta di un'emergenza nazionale".

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