Marijuana nella serra, al via il processo per l'amico di Walter De Benedetto. L'avvocato chiede la "messa alla prova"

I legali di Marco, Osvaldo Fratini e Cristiano Cazzavacca, hanno chiesto la messa alla prova del loro assistito. Si tratta di una misura che prevede la sospensione del processo

E' stato sorpreso dai carabinieri nella serra in cui Walter De Benedetto - l'aretino malato di artrite reumatoide divenuto simbolo della lotta per la cannabis terapeutica - coltivava marijuana. Oggi per Marco - 42enne aretino arrestato lo scorso ottobre e scarcerato dal giudice in seguito all'udienza di convalida -  ha preso il via processo. L'uomo è accusato di spaccio, anche se di fronte al giudice ha sostenuto di trovarsi in quella serra solo per annaffiare le piante che servivano all'amico malato per sedare i terribili dolori da cui è afflitto. 

I legali di Marco, Osvaldo Fratini e Cristiano Cazzavacca, hanno chiesto la messa alla prova del loro assistito. Si tratta di una misura che prevede la sospensione del processo e lo svolgimento da parte dell'imputato di attività di pubblica utilità, seguendo uno specifico progetto. Al termine del periodo fissato, il giudice valuta in udienza l’esito della prova e, in caso positivo, dichiara l’estinzione del reato.

Ma questa richiesta è subordinata al fatto che venga riconosciuta la lievità di quanto commesso. Il pm Luigi Niccacci (in sostituzione della pm Iannelli) si è opposto a tale richiesta, sostenendo che il reato non è lieve. Pertanto i legali di Marco hanno avanzato una richiesta di perizia sulla marijuana sequestrata per valutare, anche in base al principio attivo presente sulle inflorescenze, quanto possa essere considerata grave l'azione commessa. 

Il prossimo 20 dicembre si svolgerà una udienza nella quale sarà dato l'incarico ad un perito. 

Quella di Walter De Benedetto è una vicenda che ha colpito moltissimo l'opinione pubblica aretina e non solo: la sua storia è stata raccontata da moltissime testate e l'uomo ha incontrato anche il presidente della Camera Roberto Fico.

Disabile a causa della malattia, Walter ha cercato di alleviare i dolori lancinanti dati dalla sua patologia: i medicinali (a base di cannabis), ha raccontato scrivendo la sua storia in un post su Facebook, non bastavano più e lui ha deciso di coltivarla in proprio. Rischiando di finire in carcere.

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