Martina, morta cadendo dal balcone in vacanza: il processo d'Appello anticipato a febbraio

Il rischio prescrizione prima della Cassazione per il reato principale contestato ai due aretini coinvolti - la tentata violenza sessuale di gruppo - sarebbe stato alto. Nuova data: 10 febbraio 2020 anziché 25 settembre 2020

Il processo d'Appello legato alla morte di Martina Rossi, studentessa genevese deceduta mentre era in vacanza a Palma di Maiorca il 3 agosto 2011, e che vede imputati due ragazzi aretini, è stato anticipato a febbraio 2020.

Lo ha deciso il giudice, presidente della seconda sezione penale d'Appello di Firenze, Angela Annese. E' arrivata infatti oggi una sollecitazione da parte della presidente della Corte, Margherita Cassano, che invita a "una trattazione in tempi brevi dell'udienza dibattimentale del processo".

Lo slittamento del processo d'Appello Martina Rossi e la retromarcia

Lo slittamento del processo di circa 10 mesi era stato comunicato ieri, data della prima udienza del procedimento di secondo grado che vede imputati Luca Vanneschi (avvocato Stefano Buricchi) e Alessandro Albertoni (avvocato Tiberio Baroni), condannati a sei anni in primo grado per i reati di tentativo di violenza sessuale in concorso e di morte in conseguenza di altro reato. La nuova data era stata fissata per il 25 settembre 2020 (seconda udienza il 5 ottobre).

Cade in prescrizione il primo reato

Nella giornata di ieri era emerso come uno dei due reati fosse già caduto in prescrizione (lo scorso febbraio): si tratta della morte come conseguenza di altro reato (condanna a 3 anni), aggravante dell'imputazione principale, la tentata violenza sessuale di gruppo (condanna ad altri tre anni).

Le motivazioni della sentenza

Vista la prescrizione ormai sopraggiunta, si sarebbe persa l'urgenza del procedimento, così era stato deciso il rinvio del processo al 25 settembre 2020, con seconda udienza al 5 ottobre, per dare la precedenza ad altri procedimenti. Una circostanza sgradita all'accusa e ai genitori di Martina Rossi, parte civile seguita dall'avvocato Luca Fanfani. Anche perché il rischio di prescrizione per l'imputazione principale (prima della pronuncia della Cassazione) sarebbe stato elevato.

E così è stato "ritenuto opportuno nominare sin da ora Livio Genovese quale relatore del processo per una udienza più prossima". Le date sono state già individuate: 10 febbraio 2020 per la prima udienza e 17 febbraio 2020 per l'eventuale seconda udienza.

Il processo di primo grado

La sentenza. I genitori di Martina: "Giustizia è stata fatta"

La sentenza di primo grado fu pronunciata lo scorso 14 dicembre: la pubblica accusa, sostenuta dal procuratore capo di Arezzo Roberto Rossi, aveva chiesto una condanna a 7 anni (3 per "morte in conseguenza di altro reato" e 4 per "tentata violenza sessuale di gruppo"). Il collegio giudicante accolse la tesi dell'accusa, ovvero che Martina non si sarebbe gettata volontariamente, ma sarebbe precipitata nel tentativo di sfuggire ad un tentativo di strupro. Le difese avevano chiesto l'assoluzione: per Vanneschi (avvocato Stefano Buricchi) perché il fatto non sussiste, per Albertoni (avvocato Tiberio Baroni) per mancanza di prove. L'avvocato di quest'ultimo aveva chiesto, in subordine, che il reato venisse derubricato in "omissione di soccorso". Gli anni di condanna furono 6 a testa.

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