Presunti abusi all'asilo, nuova perizia sui ragazzini. Dopo l'assoluzione si riapre il processo per l'ex bidello

Ieri la corte d'appello di Firenze ha disposto la rinnovazione della perizia sulla capacità di testimoniare dei piccoli coinvolti in questa triste storia. Per il bidello oggi 55enne, che era stato assolto in primo grado con formula piena "perché il fatto non sussiste", il procedimento potrebbe dunque ripartire quasi dall'inizio.

Colpo di scena sulla vicenda dei presunti abusi all'asilo di Rendola. Ieri la corte d'appello di Firenze ha disposto la rinnovazione della perizia sulla capacità di testimoniare dei piccoli convoilti in questa triste storia. Per il bidello oggi 55enne, che era stato assolto in primo grado con formula piena "perché il fatto non sussiste", il procedimento potrebbe dunque ripartire quasi dall'inizio.

L'uomo era accusato di aver abusato quattro bambini che frequentavano l'asilo dove lui lavorava. La vicenda risale al 2012 e inizialmente coinvolse 12 famiglie i cui bimbi furono sentiti sui presunti abusi. Per otto casi l’ex bidello fu prosciolto, per i restanti 4 andò a giudizio. Durante il procedimento di fronte al collegio – composto dal presidente Silverio Tafuro e, a latere, Avila e Faltoni – furono ascoltati i carabinieri, furono ripercorsi i risultati delle indagini svolte, comprese le analisi delle telecamere piazzata dentro alla scuola e quelle del contenuto del pc del 55 enne, e furono ascoltati i periti della Procura. Proprio questi ultimi avevano valutato i quattro bambini (ormai divenuti ragazzini) in grado di sostenere una deposizione in aula. Nonostante il parere positivo dei giudici, era comunque necessario il nullaosta dei consulenti del tribunale che dichiaraono i ragazzini non idonei a testimoniare. 

Nella sua requisitoria la pm Alessandra Falcone chiese una condanna a 13 anni. L'ex bidello, assistito dall'avvocato Raffaello Falagiani, fu assolto con formula piena. 

Il colpo di scena

Ieri di fronte alla Corte Fiorentina una novità che potrebbe far ripartire da capo il processo: la modifica dell'articolo 603 comma 3 bis del codice penale impone infatti al giudice d’appello la rinnovazione del dibattimento nel caso in cui sia il pm ad impugnare una sentenza di assoluzione fondata sulla valutazione della prova orale. Pertanto la Corte fiorentina ha disposto di rinnovare la perizia. A inizio marzo quindi sarà nominato il collegio e conferito l'incarico ai periti chiamati a valutare nuovamente se i ragazzini (oggi 12enni) siano in grado di testimoniare, riportando i fatti di circa 7 anni fa. 

Le ipotesi

A questo punto il processo rischia di "ripartire" quasi da capo. Se la nuova perizia confermasse l'incapacità di testimonaire dei minori, il procedimento potrebbe chiudersi e il 55enne andrebbe verso l'assoluzione. Se invece i nuovi periti sostenessero che oggi i bimbi sono capaci di testimoniare dovranno essere risentiti. E tutto si ripeterebbe. 

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