Il Pionta? Un supermarket della droga diviso in 3 reparti. Il questore: "Ora è pulito e lo manterremo così"

L'area era in mano a gruppi distinti in base alla nazionalità e agli stupefacenti da spacciare. Ma erano in grado di cooperare

Un'area enorme, tanto bella quanto complicata. Sempre meno frequentata per passeggiare perché da anni, ormai, associata a fenomeni di degrado e spaccio. "Ma adesso - ha annunciato il questore Fabio Salvatore Cilona - abbiamo intenzione di restituire la zona alla città". Dopo la maxi operazione con agenti dello Sco (Servizio centrale operativo) sotto copertura e della Squadra mobile guidata da Francesco Morselli, l'obiettivo delle forze dell'ordine è quello di mantenere il parco del Pionta e le zone limitrofe "pulite". D'altronde, come detto ieri dal procuratore generale di Arezzo Roberto Rossi, "ormai la zona era diventata un vero supermarket della droga". Un bazar diviso in zone, ognuna gestita da persone diverse, che competevano per accaparrarsi gli acquirenti, ma collaborative per coprirsi l'un l'altra e nascondere assieme la droga da smerciare.

Sono 41 in tutto gli arresti

Il supermercato a cielo aperto della droga

Quarantuno gli arresti complessivi, 37 differiti dopo un'attività under cover (con agenti che simulavano l'acquista di droga) e 4 in flagranza di reato nel corso dello scenografico blitz del 9 maggio con l'elicottero e le unità cinofile. In carcere sono finiti tutti stranieri, in larga parte nigeriani e richiedenti asilo. Sono quasi tutti giovani, tra i 20 e i 45 anni. Alcuni ospitati pressi centri di Arezzo e della provincia (Lucignano, Rassina...)

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Droga pura a prezzi concorrenziali

Il Pionta era stato suddiviso in tre zone: i gambiani, senegalesi, ghanesi e ivoriani spacciavano nei pressi degli istituti scolastici, a ridosso della stazione, in zona Duomo Vecchio e viale Cittadini. I nigeriani stazionavano invece nell'area centrale del parco, quella più alta, e vendevano droga estremamente pura, eroina e cocaina, a prezzi concorrenziali. C'erano poi i magrebini che presidiavano la parte che guarda verso l'ospedale San Donato. Gruppi di spaccio diversi, ma molto collaborativi nel far fronte ai blitz delle forze dell'ordine, nello spartirsi i nascondigli per le dosi interrate nel parco.

70 assuntori: dallo studente, alla coppia di fidanzati, passando per i professionisti in camice

Circa 400 cessioni documentate

L’attività investigativa era stata avviata a dicembre da Squadra Mobile e Sco con il supporto della direzione centrale per Servizi Antidroga e della Scientifica. In particolare, nel corso dei mesi, sono stati documentati circa 400 cessioni di stupefacente, anche attraverso i filmati di sei telecamere, piazzate dalla Scientifica in punti strategici del parco.

Elicotteri, cani e parco cinturato: blitz da film al Pionta

Maxi blitz antidroga: decine di arresti in città

Agenti Under cover

L'operazione è ricaduta nell'ambito del progetto “Pusher 3 – Piazza Pulita" che ha visto l'impiego di agenti sotto copertura, che ha permesso di eludere l’ostacolo della “modica quantità”. I pusher, infatti, erano soliti girare al massimo con una dose addosso, quella da recapitare all’acquirente, per evitare lunghe detenzioni in caso di arresto. L’acquisto simulato dei poliziotti ha permesso di documentare un’attività di spaccio sistematico.

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E' fuggi fuggi, trovate droga e una pistola

I particolari sull’operazione sono stati forniti ieri nel corso della conferenza stampa in questura di Arezzo alla presenza del Procuratore della Repubblica Roberto Rossi, del questore Fabio Salvatore Cilona, dal dirigente della Squadra mobile aretina Francesco Morselli, dal commissario capotecnico della Scientifica Stefano Casales e dal vice questore Sco Luigi Bovio.

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