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Un metro e 80 di acqua in Pieve, poi gli angeli del fango. Al Bagnoro il lavoro dall'alba al tramonto

Le scene hanno colpito tutta la città che ha visto, anche tramite i social network, il fango seccarsi sulle sacre scritture, sui paramenti, sulle sedie, le panche, sui muri

 

La messa delle 17 era in corso, all'altare Don Gioacchino Dallara. Nelle panche una decina di fedeli. Altri avevano rinunciato per il maltempo. La porta già aperta all'improvviso ha lasciato entrare acqua a fiotti.

"Abbiamo interrotto la messa - racconta Dallara che il giorno dopo è ancora lì a guardare le condizioni della Pieve di Sant'Eugenia al Bagnoro - la sicurezza delle persone prima di tutto. Ci siamo presi per mano e siamo usciti, mentre l'acqua impetuosa continuava ad entrare e a salire."

Il segno sulle colonne, sugli oggetti è evidente e impressionante. L'acqua è arrivata a circa un metro e 80 di altezza, come confermano i volontari della Racchetta di Arezzo, sul posto dall'alba di questa mattina per le operazioni di ripulitura dal fango e il recupero degli oggetti della Chiesa.

Qui sono sopraggiunte altre squadre da fuori provincia, tanti volontari in aiuto e la comunità del Bagnoro unità nel disagio quanto nella generosità.

Quella chiesa è infatti un simbolo molto forte, luogo delle cerimonie più importanti delle famiglie della frazione. Oltre che importante monumento storico e architettonico.

Gli angeli del fango hanno lavorato tutto il giorno, prima svuotando l'acqua che ancora non era defluita, poi usando le sistole per sgingere fuori il fango. Le panche e tutte le suppellettili sono state portate fuori. 

Doppia esondazione nella zona, Bagnoro sott'acqua

Le scene hanno colpito tutta la città che ha visto, anche tramite i social network, il fango seccarsi sulle sacre scritture, sui paramenti, sulle sedie, le panche, sui muri.

Danni sì, ma poteva essere davvero molto più grave alla situazione. A fine serata serpeggia ottimismo tra la gente e anche soddisfazione per aver dato un contributo importante. "Le strutture non sembrano danneggiate" si dice in zona. E questa è una bella notizia. 

E' una bella notizia anche quella che arriva dal fronte del Vingone, sempre al Bagnoro, nel tratto di fronte alla centrale elettrica. 

C'è una macchina rovesciata e distrutta nel letto del torrente. Polizia, vigili urbani, vigili del fuoco devono capire se ci siano persone all'interno. La conferma che non ci siamo al momento altri dispersi fa ben sperare. E infatti dopo il controllo e il recupero è arrivata la conferma, nessuno si trovava all'interno della macchina grigia, talmente accartocciata che è difficile da riconoscere.

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