Pet Tac rotta, Gialli: "Rammarico per i pazienti già con il liquido di contrasto iniettato, oggi sarà riparata"

Il pezzo rotto è arrivato dall'Olanda e la ditta di manutenzione è al lavoro. Oggi pomeriggio saremo in grado di fare gli esami già in programma

Rammarico, tanto rammarico, ma anche la consapevolezza di aver messo in campo tutte le precauzioni possibili per evitare che succedesse. Massimo Gialli, direttore di presidio del San Donato, torna a parlare del caso, ormai drammatico della Pet - Tac, una macchina acquistata a suo tempo dal Calcit con i soldi delle donazioni degli aretini e considerata all'avanguardia, ma che adesso è obsoleta e non è più in grado di sostenere i ritmi di lavoro necessari. Tanto che gli operatori sono costretti anche a rallentare il suo uso per evitare che si rompa. Eppure è ricapitato un'altra volta, in maniera eclatante.

Ieri mattina alle 8:00 erano presenti 7 pazienti oncologici che avrebbero dovuto fare l'esame per capire l'andamento della malattia, la reazione del tumore ai cicli di cura. Così la macchina è stata accesa dai tecnici, poi sono stati fatti i test qualitativi per verificare che tutto fosse apposto. Dopo di che sono stati inettati i mezzi di contrasto che contengono sostanze radioattive, in coloro che dovevano sostenere l'esame.

"Quando il primo paziente era nella Pet è successo l'imprevedibile, la macchina si è rotta, nonostante proprio il giorno prima avesse avuto l'intervento di manutenzione ordinaria programmata" racconta il direttore Gialli.

Immaginiamo lo scoramento dei pazienti e dei loro familiari, ma anche dei tecnici stessi che hanno dovuto comunicare la cosa a tutti. 

"Speriamo di toglierci questo peso presto - commenta Gialli - perché questa macchina nell'ultimo periodo si è guastata con una frequenza abbastanza rilevante, quello che è paradossale è che era stata controllata il giorno prima e tutto funzionava. Poi è successo quello che è successo. Io non ho motivo di riprendere nessuno, perché la ditta è stata subito chiamata, è stata sollecita nell'intervento, ha individuato un pezzo rotto da sostituire che è arrivato dall'Olanda questa mattina alle 9:00 e lo stanno già montando, così che oggi potremo rispettare i cicli terapeutici che erano già previsti fossero nel pomeriggio. Poi dovremo riprogrammare i pazienti di ieri mattina."

Che messaggio mandare proprio a loro, ai familiari, a tutti coloro che avranno bisogno di sottoporsi alla Pet Tac? "Siamo rammaricati per l'esposizione indebita a cui sono stati sottoposti, ma non potevamo fare diversamente visto che i radioisotopi hanno tempi di decadimento di cui tenere conto. Voglio anche rassicurare tutti che tutti i test erano stati fatti e la rottura imprevedibile, l’auspicio è quello di risolvere rapidamente con l'arrivo della macchina nuova."

A che punto siamo con l'acquisto? La macchina è stata richiesta ben 27 mesi fa, la pratica, come prevede la legge è in mano all'Estar. "Siamo alla fase conclusiva, deve essere formalizzata la commissione per definire l'appalto, per l'acquisizione, contiamo quindi che i tempi a questo punto siano davvero stretti."

La direzione sanitaria del San Donato ha ovviamente fatto presente ad Estar le condizioni di lavoro della Pet e i disagi insopportabili dei pazienti. 

"Questo appalto ha avuto una serie di problematiche che hanno fatto allungare i tempi - spiega ancora Gialli - queste sono apparecchiature molto complesse e le aziende hanno chiesto numerosi chiarimenti sugli aspetti tecnici a Estar."

Cosa manca? Nel giro di qualche giorno si insedierà la seconda commissione, diversa da quella che ha stabilito le caratteristiche tecniche e tecnologiche necessarie. Questi nuovi componenti dovranno giudicare quale tra le offerte arrivate sia la migliore. Dopo di che parte l'ordine. Un meccanismo complesso per un investimento considerevole, di poco superiore ai 2 milioni di euro circa che avrà bisogno ancora di qualche mese di pazienza.

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