Pendolari del crimine, così la mappa delle bande che arrivano, colpiscono e scappano. Furti nel mirino dei carabinieri

A studiare nel dettaglio i flussi di movimenti di questi pendolari del crimine – che arrivano, colpiscono e scappano – sono i Carabinieri del comando provinciale di Arezzo.

Nadia Frulli
Nadia Frulli
Invia per email  |  Stampa  |   17 febbraio 2017 12:49  |  Pubblicato in Cronaca, Arezzo, Casentino, Valdarno, Valdichiana, Valtiberina

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Sono i pendolari del crimine. Alcuni arrivano da Lazio e Umbria imboccando la E45, “risalgono” il  Tevere e raggiungono Sansepolcro e le cittadine della Valtiberina. Altri fanno toccate e fuga nella Valdichiana aretina partendo dal senese. E tanti, tantissimi altri partono da Firenze, Lucca e Prato per dare vita alle loro scorrerie nelle cittadine del Valdarno aretino.

A studiare nel dettaglio i flussi di movimenti di questi pendolari del crimine – che arrivano, colpiscono e scappano -sono i Carabinieri del comando provinciale di Arezzo. Nell’ultima settimana hanno analizzato i movimenti in relazione a quanto emerso dal giro di vite per contrastare i reati predatori. Ovvero il fenomeno dei furti. Ed emergono realtà nuove, da affrontare senza esitazione.

ITALIANI MA DI DIVERSE ETNIE, AD AREZZO PER DELINQUERE

In particolare in questi giorni oltre 100 carabinieri  hanno consentito l’identificazione di circa 200 persone: la maggior parte dei quali italiani,  non residenti nella provincia aretina, privi di stabile occupazione e con precedenti per reati contro il patrimonio. Su questa base, sull’analisi dei loro movimenti è stata redatta una mappatura di una potenziale criminalità itinerante che, nell’ultimo periodo, ha visto l’innalzamento del livello di attenzione sui crimini predatori che hanno caratterizzato il territorio della provincia di  Arezzo.

TECNICHE DI SCASSO E FURTI

Si scoprono così fenomeni da non sottovalutare. In Valtiberina, ad esempio arrivano da Perugia (tramite E45), molti italiani di etnia sinti. In passato – spiegano i carabinieri – bussavano di casa in casa, facevano mestieri come quello dell’arrotino: in realtà studiavano le situazioni più particolari, prendevano contatti ed erano veri e propri basisti per altri complici che nei giorni successivi avrebbero tentato i furti. Oggi la situazione, probabilmente più evoluta, si ripropone. Ed è proprio macinando tanti chilometri che pochi mesi fa una banda che rubava bancomat è stata fermata a Sansepolcro.

La Valdichiana, stando ai controlli dei militari dell’Arma, è nel mirino di criminalità proveniente dall’est. Sloveni e moldavi sono stati controllati e trovati in possesso di strumenti per lo scasso. Sono specializzati in furti in appartamento – spiegano i militari dell’Arma – con una tecnica particolare: quella della molla. Muniti di grimaldello e di una molla applicano alla serratura un tirante e fanno girare la molla finché la serratura non salta.

E poi il Valdarno: una vallata aperta che vede arrivare criminali da toccata e fuga da più parti della Toscana e dove l’attenzione deve essere sempre alta.

 

 Nadia Frulli 
Nadia FrulliUna laurea, un master e tanta voglia di raccontare la propria città.
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