Patente sospesa, si barrica in casa e spara ai passanti: "Faccio una strage"

In preda all'ira e ai fumi dell'alcol ha espresso la sua rabbia per un provvediemnto di sospensione della patente. Ulteriori cause del gesto sono ancora in fase di accertamento

Spara ai passanti con un fucile, si barrica in casa e minaccia una strage. Tutto, presumibilmente, per la rabbia scatenata da un provvedimento della sospensione della patente di guida, per il quale aveva fatto già un ricorso che gli era stato rigettato. Solo l'intervento dei carabineri del comando di compagnia di Sansepolcro e il sangue freddo del maresciallo della stazione di Monterchi sono riusciti ad evitare che si consumasse una tragedia.

L'uomo è stato arrestato per tentato omicidio e porto e detenzione illegale di armi. Il protagonista della drammatica vicenda, che si è consumata nel pomeriggio di ieri, martedì 28 maggio, in località Montagna è un 44enne di Sansepolcro, pluripregiudicato. Stando a quanto è stato ricostruito dai carabineiri, "era in stato di alterazione alcolemica" quando, alle 15 circa, ha esploso dalla propria abitazione alcuni colpi di fucile ad altezza uomo nei confronti di due passanti. I due uomini, che stavano camminando lungo la strada di campagna, sono rimasti miracolosamente illesi e, impauriti, si sono dati alla fuga, chiamando i carabinieri.

I militari sono arrivati nell'arco di pochi minuti e alla loro vista l'uomo si è asserragliato dentro l’immobile - una casa di campagna a poca distanza dal torrente Afra - minacciando di voler compiere una strage. In preda all'ira e ai fumi dell'alcol ha espresso la sua rabbia per un provvedimento di sospensione della patente. Ma le cause del gesto sono ancora in fase di accertamento da parte dei militari della compagnia di Sansepolcro guidata da Angelo Bardi.

I carabinieri hanno circondato quindi l’immobile "creando un anello di sicurezza e bloccando tutte le vie di fuga presenti". Quindi è stata intavolata una trattativa telefonica condotta dal comandante della stazione di Monterchi, il maresciallo Alunno. Quest'ultimo conosceva per ragioni di servizio l’uomo ed era accorso sul posto in ausilio ai colleghi. E' stato proprio il maresciallo, con tatto e determinazione, a persuaderlo ad arrendersi e a non fare altri gesti inconsulti.

Dopo un'ora circa dall'inizio dell'intervento e dopo una lunga telefonata, il 44enne è uscito dalla propria abitazione disarmato ed è stato arrestato e portato presso il carcere di Arezzo. 

I militari hanno quindi dato avvio alla ricerca dell'arma utilizzata, anche con  l'aiuto del personale dei vigili del fuoco di Sansepolcro. Il fucile potrebbe essere stato nascosto in casa o gettato da una delle finestre dell'abitazione lungo il torrente Afra.

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