L'ospedale di Juba in Sud Sudan sarà intitolato ai biturgensi Carlo e Gabriella

L'inaugurazione è in programma il 31 marzo, avrebbe dovuto chiamarsi "Sant'Ursula" ma cambierà nome dopo la tragedia

L'ospedale di Juba, nel Sud Sudan, cambierà nome: sarà intitolato a Carlo Spini e Gabriella Vigiani, i coniugi biturgensi deceduti nel disastro aereo della Ethiopian Airlines, nei pressi di Addis Abeba.

La struttura, che sarà inaugurata il prossimo 21 marzo, avrebbe dovuto essere dedicata a Sant'Ursula, dal nome della fondatrice dell'ordine delle suore che dovranno gestirla. Ma dopo la tragedia di sabato è stato deciso il cambio di nome, come spiega Gisella Inverardi, volontaria e vicepresidente dell’associazione Africa Tremila, al Corriere Fiorentino: "Si chiamerà ospedale Carlo e Gabriella, stiamo già facendo cambiare le targhe". L'ospedale è una sorta di miracolo in un paese disastrato in cui manca tutto: elettricità, strade percorribili, fognature e acqua pulita. I coniugi Spini non vedranno la struttura, cui tenevano enormemente, completata. E dire, che "questo era un viaggio semplice rispetto a quelli del passato — continua la volontaria — Carlo ha rischiato la vitale più volte. Ha preso la malaria,  il tifo, ma non ha mai desistito".

Il ricordo di Africa Tremila

Intanto sul sito dell'associazione di volontariato è comparso uno struggente ricordo dei due volontari di Sansepolcro.

Un gravissimo evento ha colpito improvvisamente tutti noi ed in particolare la famiglia Spini e Ravasio, portandoci via Carlo Spini e Gabriella con Matteo Ravasio. Tre cari amici con i quali abbiamo condiviso tanti momenti, programmato progetti e svolto viaggi di natura internazionale. Insieme abbiamo affrontato situazioni difficili soprattutto in occasione delle trasferte quando dovevamo raggiungere mete in posti ostili.  In Africa da sempre, dopo la pensione, Carlo si è ammalato più volte di malaria e nell’ultimo viaggio anche di tifo. La forza e la determinazione di portare a termine le missioni non l’ha fermato mai, neppure davanti alle malattie e all’infarto di solo un mese fa. Gabriella, con lui, da sempre nella vita e nella professione: un angelo sempre al suo fianco. L’amico Matteo, portatore di entusiasmo e sempre propositivo. Un animo gentile, disponibile all’ascolto e alla condivisione. Dotato di fine diplomazia e grande generosità in ogni situazione.  I ricordi sono tanti e vivi. Essere volontario in una Onlus, è un grande atto di altruismo che coinvolge non sono i volontari stessi ma tutta la cerchia dei famigliari più stretti. Noi nella nostra Onlus Africa Tremila eravamo solo in 7, in realtà eravamo e siamo molti di più perché le nostre famiglie ci hanno sempre sostenuto e affiancato. In questo momento ci stringiamo ancora di più a loro con grande affetto e riconoscenza per il grande esempio che Carlo, Gabriella e Matteo ci hanno lasciato. L’entusiasmo che ci accumunava per portare a termine i progetti ci siano di stimolo e di forza per continuare nelle attività della Onlus, seppur in questo momento un po’ a porte socchiuse. Nel ringraziare voi tutti amici per la vicinanza, accogliamo volentieri ogni vostro pensiero, ricordo e dedica che conserveremo e trasmetteremo ai famigliari.

Stop ai Boeing 737 Max 8

E mentre proseguono le indagini sul disastro, per accertarne le cause, l'Italia - come Regno Unito, Francia e Germania e a gran parte dei paesi europei - annuncia di aver bloccato tutti i voli nel suo spazio aereo dei Boeing 737 Max 8.

Il gonfalone della Regione ai funerali

“Il Gonfalone sarà presente ai funerali di Carlo Spini e Gabriella Vigiani. La scomparsa dei nostri concittadini, ma anche degli altri sei italiani tra cui l’assessore ai Beni culturali della Regione Sicilia, ci coinvolge emotivamente”. Così il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, ha anticipato il minuto di silenzio in ricordo del medico di Sansepolcro e della moglie infermiera, i toscani rimasti vittime nel disastro aereo di domenica scorsa in Etiopia. Nel ricordare la richiesta di commemorazione formulata da parte di molti consiglieri, Giani ha parlato di Spini e Vigiani come “testimoni importanti del volontariato”. “Tutti noi a cominciare da Tommaso Fattori, loro amico di famiglia, siamo rimasti colpiti dalle parole rilasciate dai figli”, ha detto ancora il presidente prima passare la parola alla vicepresidente Lucia De Robertis, che ha rivolto pubblico ringraziamento per l’operato del medico e della moglie e per “questa Toscana ricchissima di volontariato”. “Vorrei ricordare – ha proseguito De Robertis – che i volontari non sono pagati perché valgono poco, ma perché hanno un valore inestimabile”.

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