Omicidio di Maria, nuovo sopralluogo nell'appartamento: il legale di Ferrini a caccia di indizi per chiarire le contraddizioni

L'idea di svolgere il sopralluogo è nata subito dopo la confessione che Ferrini rese di fronte al giudice per le indagini preliminari. Dal concitato racconto emersero subito delle contraddizioni, in particolare su movente (il 37enne ha parlato di un ricatto) e sulle fasi successive al delitto, quando Ferrini mise a soqquadro alcune stanze dell'appartamento

Un nuovo sopralluogo nella casa di via della Robbia dove fu uccisa Maria Aparecida Venancio De Sousa: è quello che l'avvocato difensore di Federico Ferrini, Gionata Giannini, e due consulenti da lui incaricati svolgeranno venerdì prossimo. Al loro fianco ci saranno agenti di Polizia a garanzia della scena in cui è avvenuto il terribile omicidio. 

L'idea di svolgere il sopralluogo è nata subito dopo la confessione che Ferrini rese di fronte al giudice per le indagini preliminari. Dal concitato racconto emersero subito delle contraddizioni, in particolare su movente (il 37enne ha parlato di un ricatto) e sulle fasi successive al delitto, quando Ferrini mise a soqquadro alcune stanze dell'appartamento. Lacune e contraddizioni che spinsero il gip a chiedere agli inquirenti di proseguire con le indagini e che non convincono il legale, il quale prima di pensare ad una strategia difensiva vuole chiarire i dubbi sulla ricostruzione. 

Il colpo di scena: niente sangue nell'auto e nei vestiti di Ferrini

L'avvocato sarà accompaganto dall'esperto di scienze forensi Luca Grisolini e da una biologa:

"Vogliamo capire cosa è accaduto veramente - spiega l'avvocato Giannini - e se ci sono elementi che possano chiarire alcuni aspetti della vicenda. Per un giorno quindi indosseremo i panni degli investigatori, con tutte le precauzioni necessarie per non inquinare la scena del delitto, e vedremo se sarà possibile dedurre qualcosa di diverso". 

Intanto la Squadra Mobile, diretta da Francesco Morselli, sta portando avanti le indagini. Al vaglio degli inquirenti infatti ci sono i conti correnti non solo di Ferrini ma anche di Maria. Cercano conferme a proposito del movente. Ma fanno anche altre ipotesi: ovvero che la 59enne avesse prestato denaro al giovane amico. 

La difesa pensa di chiedere una perizia psichiatrica

Ferrini, di fronte al giudice ha rilasciato dichiarazioni pesantissime, che non lasciano dubbi sulla sua colpevolezza. Ma come detto, sul movente dell'uomo e sugli orari del terribile delitto non c'è chiarezza. 

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