Oltre 700 furti in casa: come se niente fosse

A quanto pare ci sarebbero stati nell’arco di un anno oltre 700 furti in casa. Un numero, e questo è apprezzabile, in calo significativo rispetto al periodo precedente. Del che dobbiamo essere grati alle Forze dell’ordine il cui lavoro è sempre...

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A quanto pare ci sarebbero stati nell’arco di un anno oltre 700 furti in casa. Un numero, e questo è apprezzabile, in calo significativo rispetto al periodo precedente. Del che dobbiamo essere grati alle Forze dell’ordine il cui lavoro è sempre visto con affetto dalla popolazione. Come dobbiamo essere grati al ben diverso passo che è stato impresso al Ministero degli Interni nell’ultimo anno. Ma deve essere detto, chiaro e forte e senza circonlocuzioni, che si tratta comunque di un numero che fa paura. Bisogna essere chiari: una piccola realtà come la nostra, dove gli abitanti del comune di Arezzo stringendosi potrebbero quasi quasi essere contenuti nello stadio di San Siro, non è abituata, e non dovrà mai abituarsi, a questa situazione. Anche se l’abbacinato, diffuso, silenzio dei più su questi temi potrebbe farlo pensare. E poi ci sarebbe da domandarsi quanti eventi criminali non vengono denunciati dalle famiglie sconfortate, ma qui si aprirebbe un altro ragionamento. E torniamo ai numeri. I furti sono purtroppo sempre avvenuti, certo, ma quanti? Lo spaccio della droga c’è purtroppo sempre stato, certo, ma quanto? Non di sicuro lo scandaloso andirivieni di spacciatori e consumatori al quale le famiglie devono assistere. E poi, e solo per stare alla cronaca degli ultimissimi giorni, ci troviamo davanti a furti con l’utilizzo di esplosivi o cose simili. Eventi né normali, né tranquillizzanti. E poi è un fatto normale che con distacco antropologico si continui a discettare come se nulla fosse sulla provenienza geografica di coloro – tanto che ci siamo pure disquisendo se magari si tratti di richiedenti asilo o meno - che si contenderebbero il traffico della droga nelle strade, nelle nostre strade? Un po’ di serietà, suvvia. Siamo in una situazione eccezionalmente negativa, inutile nasconderselo. D’altra parte una notevole leggiadrìa da parte della cosiddetta élite è diffusa nel nostro paese, ma solo quando si parla di cose tremendamente serie. Pensiamo, per esempio, alle statistiche nazionali secondo le quali l’occupazione andrebbe a gonfie vele. Tanto per capirne la validità vengono considerati occupati anche coloro che hanno lavorato una sola ora alla settimana. Sembra una barzelletta, ma è la verità. E come se non bastasse sono considerate occupate non solo le persone che hanno lavorato una sola ora alla settimana, ma anche che sono state retribuite per questa solitaria ora di lavoro in natura. Forse per pagamento in natura si intende, evitando facili ironie, un panino, o chissà cos’altro. Quindi statistiche costruite, oltre che in totale disprezzo del buon senso e del ridicolo, anche dimenticandosi delle sacrosante normative che regolano i rapporti di lavoro. E del sentire comune visto che, per esempio, nella nostra piccola provincia si parla di decine di migliaia disoccupati dei quali le famiglie, anche in questo abbandonate a loro stesse, portano il peso. Disoccupati, o a rischio di disoccupazione per i quali nessuno sta facendo niente di concreto a parte il Sindacato che, tra immaginabili difficoltà, in questo momento sta localmente facendo onore ai momenti migliori del movimento operaio. E sempre a proposito di statistiche ci sono quelle, veramente esilaranti, dell’evasione fiscale che rimbombano a giorni alterni creando il solito stordito, e boccalone, gallinaio in troppe redazioni. Eppure lo capisce anche un bambino che l’evasione fiscale è un fenomeno sommerso e, come tutti i fenomeni sommersi, non è stimabile se non per larghissima massima. E non con la certosina precisione della quale si vuole cianciare. D’altra parte i paesi in questo seri, come per esempio la Germania, raramente diffondono stime sull’evasione fiscale. Stime peraltro lesive per l’immagine del paese e, come tali, contrarie agli interessi nazionali. Tra l’altro l’Unione europea è, per chi non lo dovesse sapere, un colossale paradiso fiscale legalizzato per le multinazionali straniere che drenano profitti colossali pagando una sciocchezza di tasse. Mentre le famiglie, gli artigiani, i commercianti e le medie aziende italiane sono tartassate e soffocate ogni giorno di più da minuziosi obblighi burocratici, tanto inutili quanto dannosi, forse paragonabili a quelli in uso nella defunta Unione Sovietica. Ma nel caso strettamente italiano il gioco è ormai vecchio e scoperto: si cerca di preparare l’opinione pubblica ad un’altra spremitura fiscale e ad un altro taglio dei servizi pubblici. Insomma ad altre persecuzioni di Stato. Ma facciamola breve. Purtroppo per Lorsignori, le persone, le famiglie, gli artigiani, i commercianti, le medie aziende hanno, grazie a Dio, ben chiara la situazione. Il resto sono chiacchiere.

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