Morto per un attacco cardiaco, Alessandro Terziani ha donato gli organi. Ultimo gesto di generosità

Grande generosità di una famiglia aretina che ha dato l’assenso alla donazione: sono stati donati il fegato, già trapiantato a Pisa, le valvole cardiache, la cute e le cornee

Alessandro Terziani

Un dolore immenso quello per la morte improvvisa di Alessandro Terziani. Ma anche un grande cuore e un grande coraggio: quelli dimostrati dalla famiglia che ha detto sì alla donazione degli organi. Il fegato (già trapiantato a Pisa) la cute e le cornee andranno a persone malate: offriranno una nuova speranza di vita.

Presso il Policlinico Santa Maria delle Scotte di Siena, nella notte tra venerdì 26 e sabato 27 ottobre varie equipe mediche hanno collaborato in un intervento delicatissimo: il secondo svolto a Siena, un espianto a cuore fermo. Si è trattato infatti di una procedura complessa, effettuata in emergenza grazie alla collaborazione tra le diverse équipe e professionisti, in collaborazione con il Coordinamento Organi e Tessuti.

Terziani è morto nel pomeriggio di venerdì, il giorno dopo aver compiuto 55 anni. Un malore improvviso, tra le pareti domestiche, non gli ha lasciato scampo. I sanitari hanno tentato di rianimarlo, ma è stato tutto vano. La prima a soccorrerlo è stata la moglie.

Viste le gravi condizioni in cui versava - spiega la Asl - gli operatori lo hanno subito attaccato al massaggiatore automatico che ha consentito, nonostante il cuore non battesse più e i polmoni non funzionassero, di trasportare il paziente fino a Siena con Pegaso salvando la vitalità di fegato e valvole cardiache. Senza il massaggiatore, la donazione non sarebbe stata possibile. La moglie ha iniziato subito il massaggio cardiaco come indicato dagli operatori del 118 - racconta il edico Maria Elisabetta Checcarelli - In questi casi il fattore tempo è importantissimo. I soccorritori arrivati nel posto hanno continuato il massaggio cardiaco, io ho intubato l'uomo e abbiamo messo il massaggiatore automatico che ci permette di mantenere il circolo anche durante il trasporto. Dopo u'ora dalla chiamata, il paziente era già in viaggio verso Siena con Pegaso. Abbiamo fatto tutto nei tempi previsti dal protocollo per iniziare un'eventuale terapia. Purtroppo il nostro intervento non gli ha salvato la vita, ma probabilmente è servito a salvarne altre.

"Il primo pensiero va alla famiglia, così duramente colpita. In un momento di grande dolore - commenta Massimo Mandò, direttore dell'Emergenza-Urgenza ha trovato la forza della generosità, che non è cosa da tutti. Grazie a loro, quindi, per il gesto e grazie anche ai nostri operatori, che si sono dimostrati bravi e capaci nel loro lavoro, spesso non facile. Il ringraziamento va anche alle Scotte e alla Croce Bianca, che ha acquistato il massaggiatore automatico mettendolo a disposizione della comunità aretina".

Oltre al fegato e alle valvole cardiache, sono state espiantate cornee e cute.

Il paziente - spiega il professor Sabino Scolletta, direttore UOC Rianimazione e Medicina Critica e responsabile del percorso di emergenza intraospedaliera dell’AOU Senese - è arrivato nel primo pomeriggio di venerdì in arresto cardiaco dall'ospedale di Arezzo, trasportato con l'elicottero Pegaso e supportato da un dispositivo meccanico di massaggio cardiaco automatico che garantisce un supporto cardiocircolatorio e compressioni toraciche di alta qualità; e costanti nel tempo. Purtroppo le condizioni del paziente sono apparse subito gravi ed il cuore non è più ripartito. Grazie alla generosità della sua famiglia - prosegue Scolletta - abbiamo ricevuto l'assenso alla donazione degli organi e, quindi, abbiamo continuato la procedura di emergenza con l'ECMO, cioè è stata utilizzata una macchina particolare che si sostituisce al cuore e ai polmoni consentendo l'ossigenazione di tutti gli organi mediante la circolazione sanguigna extracorporea. Sono state così attivate le procedure di prelievo d'organo con le diverse équipe chirurgiche. Sono stati donati fegato, già trapiantato su un paziente a Pisa, cornee e cute.


La donazione a cuore fermo si differenzia dalla donazione standard, perché in quest&'ultima il prelievo di organi è effettuato a cuore battente con donatore in morte cerebrale; in questo caso invece è stato il cuore ad essersi fermato e gli organi sono stati preservati grazie alle procedure di perfusione extracorporea con ECMO.

Un ringraziamento speciale - aggiunge Scolletta - va alla famiglia del donatore, per lo straordinario gesto di altruismo e amore verso il prossimo, e un plauso a tutti i nostri professionisti, che hanno lavorato ininterrottamente tra venerdì e sabato, al personale sanitario dell'ospedale aretino e del 118 per la grande collaborazione. Questo tipo di donazioni riescono ad andare a buon fine non solo grazie al grande impegno dei nostri professionisti ma anche al buon funzionamento della rete ospedaliera di Area Vasta.

Le esequie di Terziani si terranno domani, domenica, alle ore 14.30 ad Arezzo, alla Chiesa di Saione (via Guelfa).

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