Morto in ospedale dopo l'aggressione di un paziente, ancora un rinvio del processo a carico di tre sanitari

Quest'oggi in aula avrebbero dovuto essere ascoltati testimoni e consulenti della Procura, ma a causa dell'astensione delle Camere Penali, tutto è stato rinviato al prossimo giugno

Ancora un rinvio per il processo sulla morte di Sergio Botti, l'anziano che perse la vita in seguito ad una aggressione avvenuta nel 2014 all'interno dell'ospedale della Fratta per mano di un altro degente. 

Quest'oggi in aula avrebbero dovuto essere ascoltati testimoni e consulenti della Procura, ma a causa dell'astensione delle Camere Penali, tutto è stato rinviato al prossimo giugno. 

Tre i sanitari a giudizio: la psichiatra che aveva in carico l'aggressore - accusata di concorso colposo in omicidio doloso del paziente psichiatrico - , la responsabile del presidio ospedaliero PO3 (che comprende Valdichiana, Casentino e Valtiberina) e il medico responsabile dell'Unità funzionale. A questi ultimi è stato contestato di aver consentito il ricovero del paziente in una struttura ritenuta dalla Procura inadeguata e carente in termini di sicurezza e di non aver correttamente condiviso protocolli e pratiche per la gestione del paziente e della situazione che si era creata.

Tra i legali della difesa anche l'avvocato Luca Fanfani. 

La vicenda

Secondo l'accusa l'aggressore - giovane con una complessa storia clinica alle spalle che l'anno successivo si tolse la vita - pur trovandosi in ospedale per un trattamento volontario, sarebbe dovuto essere ricoverato ad Arezzo, presso l'ospedale San Donato dove si trova un Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura strutturato.

Alla Fratta, il 35enne fu accolto in quella che viene definita "struttura tenda", una sistemazione cioè prevista dai regolamenti regionali e allestita al momento per curare, senza discriminare, i pazienti di tipo psichiatrico. Ma l'uomo nel cuore della notte tra l'8 e il 9 luglio 2014 ebbe una grave crisi. Colse di sorpresa due infermieri che lo stavano accudendo, si divincolò dalla loro stretta e raggiunse l'adiacente reparto di medicina generale. Qui si scagliò contro Botti - 84enne in condizioni di salute critiche - lo percosse ed esercitò una forte pressione sul suo petto. L'anziano morì dopo 16 giorni di agonia.

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