Asl condannata a maxi risarcimento per la morte di Stefano Rofani

La morte avvenne ad ottobre 2014

L'Asl Toscana Sud Est è stata condannata a pagare circa 300mila euro alla famiglia di Stefano Rofani, il 39enne di Cortona morto il 6 ottobre del 2014, a poche ore dalle dimissioni dal pronto soccorso dell'ospedale Santa Margherita della Fratta.

Secondo il giudice del tribunale di Arezzo Carlo Breggia le dimissioni avvenero prima del necessario, se fosse stato trattenuto si sarebbe salvato, la fibrillazione finale sarebbe potuta essere monitorata e risolta, come prevedono le linee guida. Invece le dimissioni avvennero con diagnosi di ernia iatale e lui morì poche ore dopo mentre tornava a casa.

Di contro la vicenda dal punto di vista penale, a suo tempo a carico di 4 tra medici e infermieri, era stata archiviata su richiesta del pm Alessandra Falcone che aveva optato per la non esistenza di un nesso di causa effetto visto che lui stesso soffriva di una anomalia cardiaca non riscontrata in sede di perizie.

Per la Asl invece il giudice ha deciso la condanna ad un maxi risarcimento che ammonta a circa 300mila euro.

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