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Incastrati dai tabulati del cellulare di Luca: "Così i pusher sono finiti in manette"

Moretti fu trovato senza vita in una campo a Policiano. L'autopsia non chiarì le cause, ma lui aveva avuto contatti con alcuni spacciatori che grazie al suo telefono sono stati arrestati

 

Sono stati gli ultimi contatti che hanno avuto con Luca Moretti, il 26enne che nel giugno del 2019 fu trovato senza vita a Policiano, ad incastrarli. Cinque persone sono state arrestate dai Carabinieri di Arezzo, in collaborazione con il nucleo cinofilo di Firenze, l'Interpool e la Polizia Albanese, per spaccio di droga. Una organizzazione che riforniva l'intera Valdichiana, che si era radicata talmente tanto nel territorio da far arrivare ingenti quantità di stupefacenti e che secondo gli inquirenti aveva addirittura "determinato l’escalation del consumo di cocaina nella provincia". 

L'altro ieri quattro albanesi e una aretina, pusher del sodalizio criminale, sono finiti in manette, e altre 7 persone sono state denunciate. Per loro adesso sono previsti degli interrogatori di garanzia che potrebbero dare un ulteriore respiro alle indagini. Nel video dei Carabinieri sono stati ripresi alcuni momenti delle indagini e degli arresti.

L'operazione con la quale sono stati fermati è stata denominata dagli investigatori "Last call", ultima chiamata. E il riferimento, come spiega la Procura di Arezzo, è legato al fatto che dai tabulati telefonici del giovane, gli inquirenti risalirono ai contatti con gli spacciatori. Le indagini iniziarono proprio in seguito al ritrovamento del corpo del giovane. 

Luca era scomparso da un mese: nessuno riusciva a contattarlo. Poi la notizia del ritrovamento: era morto da giorni. Gli accertamenti autoptici non riuscirono a stabilire se a ucciderlo sia stata una dose di droga o un malore. Gli esami tossicologici, viste le condizioni del corpo, non riuscirono a chiarirlo. Ma Procura e Carabinieri non si fermarono: iniziarono a scavare nella vita di Luca e dai tabulati telefonici scoprirono che aveva contatti con alcuni pusher. Con un attento e minuzioso lavoro, i militari dell'Arma sono riusciti a ricostruire proprio le ultime ore di vita del ragazzo, stabilendo che il 26 maggio 2018, giorno della sua scomparsa, durante il pomeriggio acquistò dello stupefacente da spacciatori albanesi. Forse quell'ultima chiamata che ha dato il nome all'operazione, era diretta proprio a lui. 

L'uomo è stato poi tratto in arresto: è stato trovato in possesso di 140 grammi di cocaina suddivisa in dosi.

Le indagini a quel punto sono andate avanti: attività tecniche, osservazioni, lunghi pedinamenti e perquisizioni hanno permesso di acquisire elementi a carico degli indagati. "Inequivocabili prove - spiegano in una nota i Carabinieri - in merito alle attività di spaccio, commercio e detenzione con finalità di spaccio di sostanze stupefacenti in particolare del tipo cocaina e marijuana, destinate alla commercializzazione nel territorio in particolare della provincia di Arezzo ma anche delle provincie limitrofe".

Adesso per gli arrestati è previsto l'interrogatorio di garanzia. 

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