Morì travolta da un giovane che guidava ubriaco, il padre: "Legge sull'omicidio stradale inefficace: il ragazzo è già ai domiciliari"

Due mesi fa Giovanna Santorelli morì a Pinarella di Cervia: l'auto sulla quale viaggiava con il fidanzato e un'amica fu travolta da quella di un 22enne che era al volante dopo aver bevuto

Giovanna Santorelli

"Nessuno deve dimenticare Giovanna. Nessun giovane dovrebbe morire così. La legge sull'omicidio stradale adesso c'è ma deve essere migliorata. Perché non devono esserci più tragedie come quella di mia figlia". Antonio Santorelli è il babbo di Giovanna, la ragazza morta in un terribile incidente stradale avvenuto lo scorso 20 aprile a Pinarella di Cervia. Sono trascorsi due mesi da quella drammatica alba, ma il dolore del padre, del compagno e di tutti i familiari oggi è più forte che mai. Da pochi giorni sono venuti a conoscenza delle motivazioni con le quali il gup del Tribunale di Ravenna, pochi giorni dopo l'incidente, ha prima convalidato l'arresto del giovane e poi gli ha concesso i domiciliari. Il giovane, un 22enne di Cercia, sarà processato con rito immediato il prossimo settembre. 

"Ma il dolore più grande - racconta Antonio - è sapere che questo giovane è stato rimandato alla propria abitazione in poco tempo, senza espiare nulla. Intendiamoci, io sono per la rieducazione: non chiedo una carcere a vita né tantomeno la pena di morte. Ma la situazione era davvero grave: questo ragazzo si è messo al volante dopo aver bevuto e assunto stupefacenti. E' scritto nelle motivazioni ed è stato accertato dai carabinieri. Non solo, durante una perquisizione gli è stata trovata della sostanza stupefacente in tasca. Lo stesso giudice parla di assenza di attenuanti, di possibilità di commettere nuovamente un reato del genere vista la sua difficoltà nel regolarsi. Ecco, di fronte a una situazione di questo tipo, mi chiedo, come è possibile concedere i domiciliari?"

Giovanna morta stringendo la mano del compagno

Il giovane che ha travolto Giovanna era positivo all'alcoltest

I legali del 22enne hanno adesso la facoltà di presentare istanze per chiedere un ulteriore alleggerimento della misura cautelare. 

"Io ho altri due figli - racconta Antonio - e so che un incidente può capitare a tutti e che quando si è giovani si commettono errori.  Ma quando è stata approvata la legge sull'omicidio stradale speravo che fosse un importante strumento affinché finalmente i ragazzi si mettessero al volante in condizioni adeguate. Oggi vedo che non solo non è così, ma che anche chi compie infrazioni che poi si rivelano mortali,  non espia la sua pena. Certo a 22 anni sapere di aver ucciso una coetanea è già terribile. Ma anche se mia figlia non me la renderà mai nessuno, questa legge deve essere applicata in maniera più rigida". 

Quello di oggi per la famiglia di Giovanna e per il suo compagno è un triste anniversario. Da due mesi vanno avanti senza di lei. La paura che la sua gentilezza, i suoi sorrisi, i suoi modi affabili con il passare del tempo vengano dimenticati, è fortissima. Così come è forte il timore che la sua morte resti impunita e che proprio per questo altri giovani continuino a perdere la vita in un modo così assurdo. E' quello che scrive senza mezzi termini il fratello di Giovanna su Facebook:

Possibile ancora non si riesca a capire?
Ma vi rendete conto che bere per poi mettersi alla guida, è come portare un'arma mortale con sé?
Ma ci svegliamo o no?
Quante persone ancora dovranno morire così prima che qualcuno faccia qualcosa?

La tragedia

L'incidente mortale avvenne all'alba del 20 aprile in via del Tritone a Pinarella di Cervia. Stando a quanto ricostruito dai Carabinieri di Cervia, la Suzuki Jimny stava percorrendo in via Tritone diretta verso il mare. All'incrocio la monovolume condotta da un ragazzo della zona li ha travolti. Avrebbe dovuto fermarsi ad uno stop, invece non lo ha fatto, ed è andato a scontrarsi a forte velocità sul lato passeggero della Suzuky. Giovanna Santorelli è stata sbalzata fuori dall'abitacolo e il suo corpo è stato soccorso ad alcuni metri di distanza dal luogo dell'incidente. Per lei non c'era più nulla da fare. E' morta stringendo la mano del suo fidanzato. 

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