Cinzia e la sua morte improvvisa in ospedale, oggi la decisione del gup sul rinvio a giudizio di due medici

Secondo la tesi della procura, a causare il decesso furono una serie di errori di valutazione delle condizioni della donna. Errori che prolungarono la degenza al pronto soccorso

L'accusa è quella di "colpa medica" e pende su due medici dell'ospedale San Donato che oggi potrebbero essere rinviati a giudizio per la morte della 47enne Cinzia Patricolo. Il decesso della donna avvenne nel febbraio del 2017 presso l'ospedale cittadino per una patologia intestinale. La procura di Arezzo, rappresentata dal pm Roberto Rossi, nell'udienza preliminare che si è celebrataa lo scorso 17 dicembre ha chiesto il rinvio a giudizio per i due medici.

Oggi il gup Piergiorgio Ponticelli si dovrebbe pronunciare in merito. 

Dall'esposto alla richiesta di rinvio a giudizio

In seguito alla morte della donna i familiari presentarono un esposto e la procura aprì un'inchiesta per omicidio colposo. Durante le indagini furono inviati 7 avvisi di garanzia a medici e operatori che si trovavano al pronto soccorso in quelle concitate ore.

Secondo la tesi della procura, a causare il decesso furono una serie di errori di valutazione delle condizioni della donna. Errori che prolungarono la degenza al pronto soccorso. Nel dettaglio, la patologia intestinale fu scambiata per una pancreatite acuta e, stando a quanto sostenuto dall'accusa, non furono svolti accertamenti o visite che permettessero poi un intervento di tipo chirurgico.

Diversa la ricostruzione dei legali dei medici: secondo gli avvocati Piero Melani Graverini e Luca Fanfani, un intervento chirurgico non avrebbe potuto salvare la donna perché al momento dell'arrivo al pronto soccorso sarebbe già stato troppo tardi.


 

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