Morì dopo le botte in ospedale, 6 tra medici e manager di fronte al gup: attesa per la decisione sul rinvio a giudizio

Torna di fronte al Gup Annamaria Loprete il caso dell’anziano morto in seguito ad una aggressione mentre era ricoverato all’ospedale della Fratta. Una vicenda che risale all’estate del 2014.

Nadia Frulli
Nadia Frulli
Invia per email  |  Stampa  |   16 febbraio 2017 3:31  |  Pubblicato in Cronaca, Arezzo

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Sono passati tre mesi dall’ultima udienza, rinviata a causa di un errore di notifica ad un imputato, e oggi torna di fronte al Gup Annamaria Loprete il caso dell’anziano morto in seguito ad una aggressione mentre era ricoverato all’ospedale della Fratta. Una vicenda che risale all’estate del 2014 e per la quale oggi sei tra medici e responsabili della Asl – accusati di “omicidio colposo e cooperazione colposa in omicidio colposo” – attendono di conoscere se ci sarà un rinvio a giudizio o un proscioglimento.

Sergio Botti aveva 84 anni quando, nel luglio del 2014, era ricoverato all’ospedale della Fratta. Originario di Castiglion Fiorentino, l’anziano fu aggredito durante la notte da un 35enne che era ricoverato in un reparto continguo. Il giovane, con problemi psichici, lo percosse con una serie di pugni e poi gli premette il torace. L’anziano sopravvisse al pestaggio, ma dopo alcuni giorni spirò. E anche l’aggressore, a un anno di distanza dal fatto si tolse la vita.

L’accusa è sostenuta dal pm Julia Maggiore. I sei medici e responsabili Asl, che secondo la ricostruzione della procura avrebbero avuto ruoli diversi nella vicenda, sono difesi dagli avvocati Luca Fanfani, Antonio Bonacci, Giuseppina Macrì, Alessandro Serafini, Gianluca Rossi. La famiglia dell’anziano, assistita dall’avvocato Donata Pasquini si costituirà parte civile. E’ probabile un nuovo rinvio prima della decisione.

 Nadia Frulli 
Nadia FrulliUna laurea, un master e tanta voglia di raccontare la propria città.
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