L'alta moda fake: centrale dello "spaccio" online in provincia di Arezzo, 4 denunce. I clienti rischiano la stangata

Scoperto punto di smercio nel comune di Cortona: perquisizioni e sequestri. 900 articoli contraffatti, avrebbero fruttato 10mila euro se venduti in Rete. Fino a 7mila euro di multa per gli acquirenti

Una centrale dello spaccio di merce contraffatta nell'Aretino. E' quello che hanno scoperto i militari della compagnia di Arezzo della Guardia di Finanza al termine di un'indagine di polizia giudiziaria delegata: nei giorni scorsi le Fiamme Giallo hanno effettuato perquisizioni e sequestri nei confronti delle persone sospettate di essere coinvolte. Quattro le denunce, ma rischiano anche gli acquirenti dei falsi prodotti griffati (acessori e indumenti): per loro si profila l'"incauto acquisto" che prevede multe salate.

Il punto di smercio a Cortona

I finanzieri, dopo accurate investigazioni, hanno scoperto alcuni canali paralleli di vendita online, attraverso i quali era possibile approvvigionarsi, a prezzi molto vantaggiosi, di articoli di abbigliamento ed accessori "tarocchi" venduti come se fossero prodotti di note case di moda nazionali e internazionali.

Il commercio elettronico di merce contraffatta è particolarmente redditizio - spiegano - relativamente meno rischioso rispetto alla vendita tradizionale, ma potenzialmente più dannoso per il mercato legale, in relazione ai volumi di fatturato facilmente raggiungibili.

L’indagine ha permesso di individuare il punto di smercio nel comune di Cortona. I militari sono poi risaliti al referente delle forniture dei capi griffati, che ha come base la provincia di Napoli.

Gli acquisti attraverso piattaforme di commercio online

Gli ordini erano effettuati tramite le più note piattaforme di vendita online, con la possibilità, per i clienti, di ricevere a casa propria la merce, "producendo così, una significativa distorsione dell’economia del comparto, con conseguente danno per gli operatori regolari", aggiungono dalla Finanza.

L’attività ha permesso il sequestro di circa 900 articoli di abbigliamento ed accessori, recanti marchi contraffatti che avrebbero procurato un profitto illecito per circa 10mila euro, e di denunciare 4 persone per "introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi e per ricettazione".

Fino a 7mila euro di multa per i clienti

Sarà inoltre contestata agli acquirenti la violazione amministrativa per l’“incauto” acquisto "contemplata da una normativa del 2005, che prevede il pagamento di una sanzione da 100 a 7000 euro".

L'operazione - aggiungono i militari - da un lato evidenzia un approcccio operativo teso a ricostruire la “filiera” del falso, risalendo alla fonte prima dell’approvvigionamento dei prodotti, dall’altro, testimonia la costante attenzione del corpo verso quei fenomeni di criminalità economica - che si traducono in atti di concorrenza sleale - a salvaguardia di quelle aziende che, nonostante il persistente contesto di crisi economica, continuano ad operare nel pieno rispetto delle regole.

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