"Presto mangerà una polpetta". Lettera minatoria alla proprietaria di un cane

Il messaggio, anonimo, è stato recapitato attraverso un biglietto lasciato all'interno della cassetta delle lettere

"Presto mangerà una polpetta".
La minaccia è quella inviata alla proprietaria di un cane che, nei giorni passati, ha trovato all'interno della cassetta delle lettere una busta contenente un biglietto anonimo.

"Codesto cane sta rompendo i c....ni a tutto il vicinato dalla mattina presto alla sera e notte. Presto mangerà una polpetta!".

L'episodio si è verificato a Badia al Pino, frazione di Civitella in Valdichiana.
Del fatto sono state interessate le forze dell'ordine che dovranno fare chiarezza per risalire all'identità della persona che ha recapitato il biglietto ai proprietari della bestiola. 

Attualmente non si sono verificati episodi di avvelenamento nella zona ma l'attenzione è altissima.

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La lettera ricevuta

Come denunciare l'avvelenamento del cane

Secondo quanto riportato dalla Lav, lega antivivisezione, è importante che i proprietari degli animali denuncino i casi di avvelenamento.

La normativa è chiara: la fauna selvatica è protetta dallo Stato, è espressamente vietato diffondere veleni dalla legge sulla caccia (L.N. 157/92 art. 21, che prevede un’ammenda fino a € 1549,37) nonché dalle leggi sanitarie (art. 146 T.U. Leggi Sanitarie, che prevede la reclusione da sei mesi a tre anni e un’ammenda da € 51,65 fino a € 516,46), contro il maltrattamento e l'uccisione di animali è in vigore la legge 189 del 2004.

Recentemente anche il Ministero della Salute ha prorogato l’ordinanza concernente norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o bocconi avvelenati (G.U.  n. 164 del 15/7/2017). L’importanza del ruolo della denuncia è sottolineato dall’ordinanza stessa che, in caso di decesso, obbliga il proprietario o detentore dell’animale a darne immediata comunicazione all’autorità competente. La denuncia può comunque e deve essere presentata anche qualora non sopraggiunga la morte e deve contenere le prove che l’animale sia stato avvelenato (a questo proposito è importante allegare tutti i referti veterinari).

In caso di decesso dell'animale, sia esso domestico, randagio o selvatico, il medico veterinario deve inviarne le spoglie e ogni altro campione utile all’identificazione del veleno o della sostanza che ne ha provocato la morte, all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale competente per territorio, accompagnati da referto anamnestico al fine di indirizzare la ricerca analitica a effettuare delle analisi. Tali risultati devono dunque essere allegati.

Per la denuncia puoi rivolgerti a qualsiasi organo di polizia giudiziaria (Polizia Municipale, Carabinieri, Polizia di Stato, Corpi Forestali Regionali), presentando di persona il tuo esposto o denuncia (anche contro ignoti) in forma scritta.

Per mettere fine a questa pratica è necessario che vengano individuati i responsabili: non aver timore di segnalare sempre alle autorità fatti o persone sospette. La denuncia, oltre a rendere possibile l’identificazione e la punizione degli avvelenatori testimonierà la gravità del problema e renderà meno difficile il nostro percorso per fermare gli avvelenatori.

E' possibile denunciare anche solo la minaccia di avvelenamento

Anche nel caso particolare di minaccia di avvelenamento, ci sono i termini per una denuncia per art 544 bis c.p. e per infrazione delle normative previste dal Testo Unico delle Leggi Sanitarie relative alla distribuzione di sostanze velenose.

Questi sono i classici casi in cui può esserti utile improvvisarti ‘detective’ e raccogliere il maggior numero d’indizi affinché si possa risalire ai colpevoli: in particolare è importante presentare una denuncia scritta firmata da tutti i cittadini interessati e depositarla direttamente in procura, oltre che dai carabinieri e corpo forestale, e sollecitare ogni tanto, meglio se con il supporto di un legale, l’andamento delle indagini, dove occorre scrivere nel dettaglio tutti i fatti. Se dovesse succedere qualcosa agli animali occorre conservare i referti veterinari che ne attestino le ferite o la morte così da poterli allegare alla segnalazione.

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