Maltrattamenti all'asilo. Controlli su permessi e licenze, i genitori: "Siamo sconvolti"

Gli uffici comunali di Montevarchi, in queste ore, stanno procedendo ai controlli necessari per verificare se vi siano state, o meno, negligenze da parte loro nel rinnovo delle autorizzazioni

L'asilo resta chiuso e, per il futuro, sarà sciolta anche la società fondata 10 anni fa dalla stessa donna oggi finita al centro di una delicata vicenda giudiziaria che coinvolge lei e bambini piccolissimi.

Sara Fantoni, già nello scorso fine settimana, si è detta pentita e "profondamente dispiaciuta". Comparsa davanti al giudice del tribunale di Arezzo, Piergiorgio Ponticelli, è stata ascoltata nell'interrogatorio di garanzia durante il quale sono stati ricostruiti i dettagli di una storia che in molti hanno stentato a credere.

La titolare di fronte al gip: "Sono profondamente dispiaciuta"

Contemporaneamente agli accertamenti avviati dalla magistratura, sono partiti anche quelli da parte degli uffici comunali.
La 40enne dieci anni fa scelse di dare vita a L'isola della fantasia asilo nido di via Baldi a Montevarchi. 
Qui, nel tempo, sono passati decine e decine di bambini. Nessun genitore, fino ovviamente a qualche mese fa, si era mai fatto avanti per segnalare problematiche o comportamenti da parte delle educatrici e del personale della struttura non idonei. 

Situazione che si è invece ribaltata quando i carabinieri di San Giovanni Valdarno hanno avviato le indagini che hanno prodotto quelle immagini video sconcertanti. "Queste cose - hanno detto alcune mamme e babbi - quando le senti raccontare sembrano così lontane, viverle da vicino è sconvolgente".

I racconti dei bimbi e gli insulti social alle omonime dell'insegnante

Tra i punti sui quali occorre oggi fare chiarezza, stando anche a quanto preannunciato dai carabinieri stessi, c'è quello sulla regolarità dei titoli per il mantenimento dell'apertura della struttura.

Sara Fantoni, la proprietaria, non è in possesso di alcun diploma o laurea da educatrice. Stando a quanto riportato dalle parole dei legali della donna, Tommaso Acuti e Roberto Alboni, davanti al giudice si sarebbe giustificata dicendo di non aver mai svolto attività da insegnante. Si sarebbe limita a somministrare pasti, fare attività di segreteria, cambiare pannolini. Ruoli per i quali non servono qualifiche specifiche. I compiti educativi sarebbero stati appannaggio delle dipendenti assunte proprio come educatrici.

Gli uffici comunali di Montevarchi, in queste ore, stanno procedendo ai controlli necessari per verificare se vi siano state, o meno, negligenze da parte loro nel rinnovo delle autorizzazioni per l'avvio e per il mantenimento dell'apertura dell'attività. 

Bambini colpiti dalla maestra: le immagini shock

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