Caso Martina, subito un rinvio per decidere sulle eccezioni preliminari. Il pm: “No a Verdone in aula”

Il procuratore capo Roberto Rossi ha chiesto che le eccezioni venissero respinte e ha ache tre testi della lunga lista di Baroni (77 persone in tutto) non venissero ascoltati. Si tratta del regista Carlo Verdone di un pm della procura di Genova che si era occupato del caso e di un giornalista aretino.

Nadia Frulli
Nadia Frulli
Invia per email  |  Stampa  |   13 febbraio 2018 14:00  |  Pubblicato in Cronaca, Arezzo


I due ragazzi di Castiglion Fibocchi, Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi, come annunciato non erano in aula. Per loro hanno parlato, a lungo, i legali. Presenti come sempre i genitori di Martina, Bruno e Franca Rossi. Ha preso il via così, di fronte al collegio presieduto dal giudice Angela Avila, presso la Vela, il procedimento per la morte della studentessa ligure che perse la vita precipitando da un balcone di un hotel di Palma di Maiorca il 3 agosto 2011.  Due ore di questioni preliminari e poi il rinvio, al prossimo 27 marzo.

I primi a prendere la parola sono stati gli avvocati della difesa che hanno riproposto, come previsto dalla procedura penale, le eccezioni non accolte dal gup Ponticelli. Stefano Buricchi, legale di Luca Vanneschi, ha chiesto  che non venissero ammesse agli atti le intercettazioni telefoniche dei due ragazzi (di fatto l’elemento che più di tutti li metterebbe in difficoltà) e che alcuni testi dell’accusa, in particolare alcuni poliziotti spagnoli, non venissero ammessi in quanto indicati non con nome e cognome ma solo con un numero in codice. L’avvocato Tiberio Baroni, legale di Alessandro Albertoni, ha riproposto l’eccezione giù presentata ma non accolta, di fronte al Gup, del ne bis in idem. Secondo la tesi di Baroni i due giovani sono già stati imputati e processati in Spagna e ci sarebbero ben tre gradi di giudizio sulle loro spalle, pertanto per lo stesso reato non dovrebbero essere di nuovo giudicati.

Il procuratore capo Roberto Rossi, da parte sua, ha chiesto che le eccezioni venissero respinte e ha anche chiesto che tre testi della lunga lista di Baroni ( 77 persone in tutto) non venissero ascoltati. Si tratta del regista Carlo Verdone, citato perché parli di una scena di un suo film dove un personaggio femminile si suicida, un pm della procura di Genova che si era occupato del caso e un giornalista aretino per un articolo scritto sulla vicenda. Secondo Rossi, il regista e il suo film non hanno attinenza con la vicenda, mentre sarebbe irrilevante l’articolo scritto dal giornalista. Per quanto riguarda il pm, sarebbe formalmente non corretto chiedere che parli di una vicenda della quale si è occupato e che non è ancora conclusa.

La decisione su queste eccezioni si saprà solo tra poco più di un mese, quando molto probabilmente sarà stilato anche un calendario delle udienze, mentre l’ombra della prescrizione si allunga già su tutto il procedimento.

Amarezza per i genitori di Martina all’uscita dall’aula:

“Ogni volta la stessa storia, ogni volta ci sono tentativi di delegittimare quello che è stato fatto fino ad oggi – ha detto Bruno Rossi -. Gli imputati? Li ho visti una sola volta. Se fossero miei figli però direi loro di parlare, di spiegare cosa è successo, di chiedere scusa”.

 

 Nadia Frulli 
Nadia FrulliUna laurea, un master e tanta voglia di raccontare la propria città.
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