“Malati e sfrattati per un mutuo a interessi da capogiro”. La storia di Maria e Giovanni

E’ una storia paradossale quella di Maria e Giovanni. Quarantenni, sposati dal 2002 e residenti a Cavriglia da 15 anni, rischiano di vedersi portare via la casa da loro acquistata con un mutuo “per il quale abbiamo pagato interessi da capogiro”, ma che non sono stati più in grado di pagare dopo la perdita del lavoro del marito.

Nadia Frulli
Nadia Frulli
Invia per email  |  Stampa  |   12 febbraio 2018 15:33  |  Pubblicato in Cronaca, Attualità, Valdarno


Domani mattina sarà celebrata l’udienza con cui chiedono l’annullamento dell’esecuzione immobiliare. Ma nelle stesse ore è previsto anche lo sfratto esecutivo. E’ una storia paradossale quella di Maria e Giovanni. Quarantenni, sposati dal 2002 e residenti a Cavriglia da 15 anni, rischiano di vedersi portare via la casa da loro acquistata con un mutuo “per il quale abbiamo pagato interessi da capogiro”, ma che non sono stati più in grado di pagare dopo la perdita del lavoro del marito. 

La vicenda prende le mosse nel 2014. In quell’anno Giovanni Grisorio, 43enne imprenditore edile che ha una tetraparesi spastica che in alcuni frangenti non gli permette di alzarsi in piedi, si ritrova senza lavoro. Prova ad aprire un’impresa sua, ma il complicato momento del mercato immobiliare non lo aiuta.  Maria Rizzo, la moglie 41enne, è malata e invalida al 100 per cento. Cercano di pagare il mutuo, stilato nel 2003 con la Cassa di Risparmio di Firenze per un totale di 150mila euro.  Quando non riescono loro, sono aiutati dalle famiglie (che hanno anche dato le fideiussioni), poi non ce la fanno più. 

Adesso rischiano di perdere la casa, ma dopo una serie di indagini, svolte dal momento in cui è iniziata la vicenda giudiziaria presso il tribunale di Arezzo, hanno fatto una scoperta: “I tassi applicati – dice Maria – in realtà erano molto alti, stando alla nostra perizia di parte, erano a livelli di usura. Allo stesso tempo sono stati capitalizzati gli interessi passivi. In pratica secondo noi si è trattato di anatocismo”.

Tre anni di calvario per la coppia: “Ci sono stati giorni nei quali finita la chemioterapia uscivo dall’ospedale e correvamo in tribunale. Abbiamo già pagato molti soldi, non vogliamo una soluzione temporanea o un’altra casa. Vogliamo la nostra. C’è una sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo alla quale facciamo riferimento e alla quale può fare riferimento chi, come noi si trova in situazioni simili”.

La perizia stilata da Maurizio Forzoni, tecnico di parte, sostiene che sia stato utilizzato un metodo di ammortamento definito alla Francese:

“è un metodo a regime di capitalizzazione composta. Ciò significa che per ogni rata in scadenza, gl’interessi si sommano al Capitale generando nuovi interessi. Questo sistema, ovviamente, risulta essere più oneroso per la Mutuataria e finisce con l’incidere anche sul Tasso Effettivamente fatto pagare. Nel caso del Mutuo in esame, essendo la rata mensile, l’anatocismo, vale a dire la capitalizzazione degl’interessi passivi, avviene ogni mese”.

In pratica i due sposi, secondo il perito, si ritroverebbero nel piano di ammortamento 12mila euro di interessi in più rispetto a quanto dovuto. 

Dall’analisi del perito, emerge anche che sul mutuo graverebbe:

un tasso annuo effettivo globale equivalente al 18,10%. Il tasso soglia usura del periodo di riferimento risulta essere equivalente al 6,23%, quindi oggettivamente superato. Fermo restando che, per la determinazione del tasso usurario, ai sensi dell’art. 644 cp, si tiene conto di tutte le spese, le competenze, le commissioni a qualsiasi titolo, collegate all’erogazione del credito, e la legge sanziona non solo la dazione di interessi usurari, bensì la promessa (cfr. Cassa Sent, n. 350/2013).

Assistiti dalla legale Liana Casini e dall’Associazione Vittime del Salvabanche, i due sposi domani vivranno una giornata campale. Nella quale lo sfratto sarà eseguito probabilmente nelle stesse ore in cui si svolgerà l’udienza con la quale chiedono che venga loro lasciata la propria abitazione.

 Nadia Frulli 
Nadia FrulliUna laurea, un master e tanta voglia di raccontare la propria città.
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