"Un branco di lupi ci ha ucciso pecore in gravidanza", il grido d'allarme di un'azienda aretina. Coldiretti: "Fenomeno ormai fuori controllo"

L'attacco da parte dei lupi sarebbe avvenuto questa notte a pochi chilometri dalla frazione di Cortona. Un assalto brutale che ha lasciato scossi i proprietari dell'allevamento

"Siamo sconcertati, questa notte quattro pecore in gravidanza sono state branate da un branco di lupi". E' il grido d'allarme di Roberto Avanzati, dell'azienda agricola di Camucia Lesandrelli. L'attacco da parte dei lupi sarebbe avvenuto questa notte a pochi chilometri dalla frazione di Cortona. Un assalto brutale che ha lasciato scossi i proprietari dell'allevamento. 

 “La disperazione e la delusione sono altissime - dice Avanzati -, questa notte le nostre pecore sono state assalite nello spazio intorno alla stalla che è recintato con una rete alta quasi due metri. Sono animali che per noi sono fonte di rendita e che adesso non ci sono più.  Le pecore che sono rimaste vive, anch’esse gravide, vivranno adesso in uno stato di shock che andrà a ripercuotersi ulteriormente nei prossimi mesi. Come possiamo continuare in questo modo? E' chiaro che i predatori sono scesi a valle, sono trentadue anni che faccio l’allevatore e non mi ero mai trovato difronte ad uno scempio come quello che ho visto questa mattina. Noi vogliamo continuare a fare il nostro lavoro, chiediamo solo questo. Al danno economico, si aggiunge il problema della sicurezza, la nostra abitazione ad esempio – precisa l’allevatore - dista pochi metri dall’accaduto, parlo a nome mio ma anche delle aziende colpite in questi ultimi mesi, la situazione per noi è assolutamente insostenibile e fuori controllo, è normale pensare di mollare e chiudere tutto”.

Quello di Camucia è l'ultimo di una serie di episodi che si sono verificati negli ultimi tempi. Sulla vicenda interviene anche Coldiretti che afferma:  “Le imprese non possono più sostenere questa situazione. E’ ormai urgente che le amministrazioni competenti prevedano misure atte a ristabilire un giusto equilibrio tra la presenza del lupo e quella degli allevatori che tramite la loro attività conservano e valorizzano le aree di montagna e le sue tradizioni”.

In questi anni il fenomeno degli attacchi a ovini e bovini è aumentato in maniera vertiginosa, e quello che preoccupa di più sembra il fatto che la situazione appaia fuori controllo. Secondo quanto sostiene l'associazione di categoria, tale fenomeno non è più confinato a determinate aree, montane e marginali, ma sarebbe sempre più frequente nelle vallate e vicino ai centri abitati, come accaduto questa notte.

“Se la protezione del lupo è d’interesse collettivo, è necessario – dichiara la Coldiretti aretina - che l’intera collettività, e non solo il mondo agricolo, se ne faccia carico. Il lupo deve stare nel suo habitat, nel momento in cui queste condizioni vengono meno, è necessario adottare tutte quelle misure volte a tutelare il lavoro degli imprenditori agricoli e allevatori evitandogli, come è successo anche in questi ultimi casi, di trovarsi il lupo a ridosso della propria abitazione”.

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