Lotta a bullismo e spaccio, ecco YouPol: un'arma in più a disposizione dei giovanissimi. Filo diretto con la Polizia

La lotta al bullismo adesso ha un'arma in più e si può utilizzare digitando sul proprio smartphone. Si tratta di un'applicazione dedicata ai giovanissimi - e non solo - che permetterà loro di rivolgersi direttamente alla Polizia di Stato tramite...

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La lotta al bullismo adesso ha un'arma in più e si può utilizzare digitando sul proprio smartphone. Si tratta di un'applicazione dedicata ai giovanissimi - e non solo - che permetterà loro di rivolgersi direttamente alla Polizia di Stato tramite un messaggio. Sempre attraverso l'app i ragazzi e i cittadini in generale, potranno segnalare episodi di spaccio in città.

E' in funzione da oggi e si può scaricare con pochi click sui cellulari YouPol, l'app della Polizia di Stato che è già stata testata, con ottimi risultati, a Milano, Roma e Catania. Adesso anche i ragazzi aretini avranno un'opportunità in più per sentirsi protetti.

"YouPol è un punto di svolta - ha commentato il questore Bruno Failla - la tecnologia di uso comune ci permette così di avere un rapporto ancora più diretto con i cittadini".

Sono soprattutto gli episodi di bullismo quelli più difficili da fare emergere: la paura di raccontare cosa sta accadendo, la vergogna e l'imbarazzo per essere protagonisti di situazioni umilianti, rendono infatti difficile ai giovanissimi il dialogo. Eppure a livello nazionale, stando ai dati Eurispes, oltre la metà degli adolescenti, tra gli 11 e 17 anni, è stata vittima di atti di bullismo. Non solo, le femmine vengono prese di mira più spesso dei maschi. Sono dati che risalgono al 2014 elaborati però recentemente ed evidenziano come ad essere "bullizzati" siano ragazzini sempre più piccoli: dagli 11 ai 14 anni. E proprio a questa fascia di età appartengono le due più recenti vittime di cui vi abbiamo raccontato le storie.

Un caso è quello di un 14enne umiliato, maltrattato e poi filmato da un coetaneo all'interno di una società calcistica aretina durante una festa di compleanno. In quel caso fu il padre a scoprire le immagini e a presentare denuncia alla polizia. Il babbo che, scioccato, guarda quelle immagini. Succede all’interno di una società calcistica aretina e successivamente postato su Instagram. L'altro risale allo scorso anno e ha per protagonista una ragazzina aggredita a San Giovanni Valdarno da un gruppo di coetanee. Anche in quel caso ci furono spintoni e offese gratuite, il tutto in mezzo alla strada, di fronte ai passanti. Una scena raccapricciante che è stata pubblicata dai familiari della giovane sul gruppo Facebook della cittadina valdarnese.

Da oggi, con la app, basta un messaggio per far venire a galla situazioni che vanno fermate. E la speranza della Polizia è proprio questa: rendere più facile la lotta a un fenomeno ancora subdolo.

"E' un passo in avanti per la Polizia di Stato - ha commentato Luigi Stanzione, dirigente dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico Squadra Volanti - che va ad informatizzarsi sempre di più e si avvicina ancora di più ai giovani e non solo. Prossimamente l'app sarà presentata anche nelle scuole aretine. I risultati durante la sperimentazione sono stati incoraggianti e oggi i cittadini potranno contare su questo strumento in più". Le segnalazioni con l'App possono essere inviate tramite messaggio, sia in forma anonima sia fornendo i propri contatti per poter così aprire un dialogo e ricevere dei feedback sulla situazione segnalata. Insieme al messaggio è possibile inviare anche immagini e video per raccontare gli episodi.

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