L'oro dei gettoni premio 'taroccati' analizzato ad Arezzo. L'inchiesta di Report arriva in città

I gettoni che escono dalla Zecca sono marchiati oro 999,99 ma di fatto, almeno nel caso che ha riguardato la signora Maria Cristina Sparanide, hanno un titolo più basso. 995. Tradotto in cifre, 5 grammi contenuti dentro al lingotto sono materiali...

I gettoni che escono dalla Zecca sono marchiati oro 999,99 ma di fatto, almeno nel caso che ha riguardato la signora Maria Cristina Sparanide, hanno un titolo più basso. 995.

Tradotto in cifre, 5 grammi contenuti dentro al lingotto sono materiali di altra origine. Non sono oro.

Un'anomalia che, come anticipato nella giornata di oggi, ha riguardato la malcapitata perugina e che è stata portata alla luce da Sigfrido Ranucci giornalista di Report nella sua video inchiesta.

Nella puntata di questa sera della popolare trasmissione di Rai 3, Milena Gabanelli insieme ai suoi collaboratori ha ricostruito l'intricata vicenda dei gettoni d'oro "taroccati". Un viaggio che inizia e finisce ad Arezzo e che chiama in causa esperti commercialisti, orefici, la Sagor e Banca Etruria.

Ma veniamo alla ricostruzione dei fatti così come raccontata da Report.

E' il 2013 quando Maria Cristina Sparanide partecipa al quiz televisivo Red or Black di Rai Uno dove riesce a vinicere 100mila euro in gettoni d'oro.

Poco dopo la donna riceve una lettera della Zecca, incaricata dalla Rai di coniare quattro gettoni d’oro del valore unitario di 20mila euro per saldare il conto. La signora è a conoscenza che dal totale della vincita verranno detratte le tasse e dunque non obietta.

Ma ancora non sa tuttto. Già perché dagli ottantamila euro rimasti dal malloppo, attraverso un'ulteriore comunicazione del Poligrafico dello Stato, dovrà essere decurtata pure l’Iva.

Un dettaglio di non poco conto che rosicchierebbe altri denari. E ancora, secondo la testimonianza di esperiti, i conti non tornerebbero o quanto meno sarebbero molto opinabili. Già perché secondo quanto appurato nell'inchiesta giornalistica, l’imposta non sarebbe dovuta sull’oro per investimento, cioè quello definito da una direttiva comunitaria come "lingotto o placca".

"E questo non è forse una placca" spiega Stefano Capaccioli alle telecamere di Report indicando il gettone d'oro marchiato Rai. Una domanda che però, a quanto pare, non è scontata come sembra visto che non hanno risposto né il ministero dello Sviluppo economico, nè l’Agenzia delle Entrate nè il ministro delle Finanze. La stessa questione è stata poi posta anche a due uffici di Bankitalia. Uno ha risposto che il gettone d'oro non può essere considerato una placca da investimento mentre l'altro ha rimandato il tutto all'opinione di Federorafi. Quest'ultima ha fatto sapere che affronterà il tema durante la riunione della commissione.

Chiamata in causa anche la senatrice del Pd Donella Mattesini, prima firmataria della legge sulla compravendita dell'oro.

"Non posso dare neanche io una risposta precisa perché è evidente che la questione ha bisogno di una normativa ben precisa. Mi impegnerò a portare all'attenzione del governo questa vicenda per definire il giusto inquadramento". Infine poi l'ultima anomalia in tema di tassazioni. Da sottrarre alla cifra rimasta c'è infatti anche il calo del 2% dovuto alla fusione.

Sottrazioni fatte la vincita di 100mila euro si riduce così a poco più di 64mila.

Ma se la legge si sa, è fatta per essere interpretata, differente è la questione riguardante la certificazione della purezza dell'oro con cui sono fati i gettoni. Stando alle certificazioni della Zecca si tratta appunto di una lega purissima (999.9). I gettoni che escono dalla Zecca sono marcati come oro fino: 999,9. Quando però la signora Sparanide li porta a un’azienda orafa per farli valutare, il risultato la lascia di stucco: non è oro purissimo. A conferma di questa testimonianza c'è l'analisi condotta in dirette a telecamere nascoste all'interno della S.A.G.O.R, azienda speciale della Camera di Commercio che effettua servizio analisi e garanzia per l'oreficeria. Anche qui il risultato non cambia. L'oro ha un titolo minore rispetto a quello certificato: è oro 995. Questo significa che per ogni chilo sono presenti 5 grammi di un altro metallo non prezioso.

Lo stesso controllo è stato fatto anche dai giornalisti di Report che hanno effettuato il saggio e riscontrato la stessa identica anomalia.

“Inoltre la Rai dal 2009 – viene sottolineato dai giornalisti di Report nell’anticipazione pubblicata sul loro portale web – ha un contratto di fornitura esclusiva con la Zecca dello Stato, la quale conia i gettoni d’oro e li certifica. Report seguendo la traccia dell’oro ha anche scoperto che il fornitore esclusivo della Zecca è Banca Etruria, dalla quale ha acquistato 11 milioni di euro in lingotti d’oro per coniare i gettoni della Rai. È tutto oro puro?”.

Secondo quanto precisato da Milena Gabanelli, la Rai compra ogni anno dai 6 ai 10 milioni di euro di gettoni d’oro dalla Zecca che a sua volta acquisterebbe il metallo prezioso da Banca Etruria.

La Zecca, pur sottolineando che i dovuti controlli sull’oro acquistato erano stati svolti e non erano state riscontrate anomalie (secondo quanto riportato nell’inchiesta di Report il 20% del metallo è stato sottoposto a controllo), ha presentato un esposto alla procura proprio per fare chiarezza sull’intera vicenda e sulle responsabilità.

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