Ladro ucciso in officina, sono 5 i colpi sparati da Pacini. La vittima è un 29enne moldavo

Si chiamava Vitalie Tonjoc. La ricostruzione della notte di sangue

Prima il boato di un piccone che si è abbatuttato sulla vetrina. Poi il rimbombo di cinque colpi di pistola. Il silenzio della notte di Monte San Savino è stato squarciato dai rumori che annunciavano il dramma: un furto finito nel sangue. A sparare è stato il titolare di una officina che si trova in via della Costituzione, Fredy Pacini. Morto uno dei ladri, un 29enne moldavo - Vitalie Tonjoc - ferito alle gambe e spirato nel piazzale antistante al capannone. 

IL TENTATO FURTO E GLI SPARI

La dinamica della notte di sangue è ancora tutta da chiarire. I Carabinieri della compagnia di Cortona, guidati da Monica Dallari, stanno conducendo accurati accertamenti. E' stato proprio Pacini a chiamarli alle 3,50. Ha raccontato quello che era accaduto e i militari hanno subito fatto intervenire il 118. Ma i tentativi di rianimare il 29enne sono stati vani. 

Stando ad una prima ricostruzione dei carabinieri, che hanno ascoltato Pacini e raccolto elementi di prova sul posto, il proprietario dormiva all'interno dell'officina - come ormai faceva da tempo proprio per scongiurare altri furti dopo averne subiti a decine - quando ha sentito il rumore della mazza scagliata contro la vetrina. Si è alzato e pistola alla mano (una Glock), quando ha intravisto due sagome aggirarsi all'interno del locale, ha sparato. Uno, due, cinque colpi. Uno dei ladri si è dato alla fuga, l'altro invece è stato raggiunto alle gambe da due proiettili: uno all'altezza del ginocchio e l'altro più in alto, sulla coscia. Anche lui ha tentato di scappare. Ma sul piazzale antistante, a circa 100 metri di distanza, si è accasciato (forse ha anche battuto la testa) ed è morto. 

Pacini ha quindi chiamato i carabinieri.

RILIEVI E INDAGINI

Per ore i Carabinieri sono rimasti sul posto per raccogliere elementi di prova che permettano la ricostruzione della vicenda. Dai proiettili, alla mazza. La fascia bianca e rossa adesso delimita l'ingresso del capannone. A fianco di Pacini sono arrivati i legali, Alessandra Cheli e Giacomo Chiuchini. La procura sta aprendo un fascicolo a carico di Fredy Pacini per eccesso colposo di legittima difesa. Nelle prossime ore sarà inviato l'avviso di garanzia.

LA VITTIMA 

I dettagli sull'identità della vittima sono al vaglio degli inquirenti. Si tratta di un giovane - 29 anni - di origini moldave pare non residente in provincia di Arezzo. Al momento non sarebbero emersi precedenti a suo carico. Ma i Carabinieri stanno cercando conferme anche attraverso i contatti con i militari di altre province. Il corpo è stato portato all'obitorio dell'ospedale San Donato: il pubblico ministero Andrea Claudiani potrebbe disporre già in giornata l'autopsia.

Sembra però improbabile che il giovane sia morto dissanguato, nell'area dove è successa la tragedia non sarebbero presenti tracce di sangue tali da far presupporre questa causa del decesso. Possibile invece che gli sia stata fatale un'emorragia interna. 

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