"Ladri accampati nel bosco, coperte e cuscini sotto sequestro". Malviventi braccati dai carabinieri dopo raffica di furti

Indagini senza sosta in Valdarno dopo la raffica di furti dei giorni scorsi. A colpire sarebbe la stessa banda

Tre coperte e tre cuscini trovati nelle campagne vicino ad una abitazione nel mirino dei ladri: una sorta di accampamento  - che secondo gli inquirenti potrebbe essere stato allestito dalla banda di malviventi - è stato posto sotto sequestro. Proseguono a ritmo serrato le indagini dei carabinieri in seguito alla scia di furti che sono avvenuti nelle scorse notti a Cavriglia e nei comuni circostanti. Con militari in borghese che in queste notti stanno sorvegliando le strade e le campagne e ladri braccati sempre più da vicino.

Gli ultimi colpi risalgono alla scorsa notte, al confine con il comune di Figline Valdarno. Gli inquirenti pensano che dietro ai furti ci sia la stessa banda: due, forse tre persone, probabilmente non professionisti, che si aggirano tra le abitazioni isolate muniti di oggetti semplici ma efficaci (cacciavite, piede di porco, trapano a mano, mazza, in un caso anche un flessibile) per forzare infissi e portoni. Il modus operandi risulta essere sempre il solito: rovistano ovunque, ma in più occasioni si sarebbero lasciati sfuggire soldi e oggetti preziosi a volte nemmeno troppo nascosti. Da qui la convinzione degli inquirenti che non si tratti di ladri professionisti, ma di balordi che stanno improvvisando.

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Purtroppo in alcune aree dove si trovano telcamere di sorveglianza, il servizio non è ancora attivo: le immagini avrebbero potuto aiutare le forze dell'ordine a individuare i ladri e a ricostruire i loro mo. Le tre persone sarebbero comunque braccate dai militari della Compagnia di San Giovanni Valdarno che nelle scorse notti sarebbero stati vicini all'arresto. 

Intensa la collaborazione dei cittadini che, pur senza aver promosso attività di controllo del vicinato, hanno segnalato alle forze dell'ordine ogni movimento strano. 

L'incursine della scorsa notte al confine con Figline si aggiunge ad almeno altre quattro notti di colpi messi a segno prima a Neri, poi Castelnuovo dei Sabbioni,  Massa dei Sabbioni e Macìe, infine di nuovo Massa. I ladri hanno lavorato con poca organizzazione, devastando gli appartamenti, rovistando ovunque e poi scappando nelle campagne e nascondendosi nei boschi. 

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