L'addio a Renzino. Civitella porge l'ultimo omaggio al comandante: "Ciao Edoardo che la terra ti sia lieve"

Grande commozione questo pomeriggio ad Albergo per l'ultimo saluto a Edoardo Succhielli ex partigiano e ed ex sindaco del Comune di Civitella in Valdichiana. "Edoardo era una persona mite, discreta, amava usare una parola in meno piuttosto che...

 

Grande commozione questo pomeriggio ad Albergo per l'ultimo saluto a Edoardo Succhielli ex partigiano e ed ex sindaco del Comune di Civitella in Valdichiana.

"Edoardo era una persona mite, discreta, amava usare una parola in meno piuttosto che una parola in più - ricorda il sindaco Ginetta Menchetti - il suo impegno per la Resistenza è stato ampiamente reso noto attraverso pubblicazioni. Altrettanto importante è stato il suo lavoro svolto in qualità di primo cittadino negli anni del dopo guerra. Dal 1951 al 1955 ha guidato questa terra. La sua scomparsa è arrivata a 48 ore dalla Giornata della Memoria. Sono certa che questo non sia affatto un caso e che il suo impegno, il suo lavoro, non sia mai scemato. Come diceva lui, quasi un monito per le generazioni più giovani, "La Resistenza non è mai finita". Così oggi lo salutiamo rendendo omaggio all'uomo che era".

Per l'ultimo saluto presenti anche delegati Anpi della Provincia di Arezzo.

"Persona mite e contrassegnata da uno spirito critico e da un’intelligenza non comune, Renzino – spiega Luca Grisolini – è stato un uomo del suo tempo, capace di assumere e assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Rispettato dal movimento antifascista quanto dall’esercito alleato sopraggiunto alla Liberazione, Succhielli ha speso l’esistenza nell’affermare quei valori di libertà per cui aveva combattuto, dapprima impegnandosi come Sindaco di Civitella in Val di Chiana, poi trasmettendo, fino all’ultimo, nei giovani e meno giovani il culto della ricerca della verità e della libertà che lo distinguevano. Ci lascia una grande lezione di impegno e di responsabilità, oltre chi di grande umanità, che ci impegneremo, come Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, a trasmettere nelle nuove generazioni come modello degno di ammirazione e grande rispetto".

Ad accompagnare la salma di Edoardo all'ingresso in chiesa le note della canzone "Renzino", scritta dalla Casa del Vento e incisa nell'album "Sessant'anni di Resistenza".

Edoardo ancora non dorme

Per la colpa che gli hanno dato

Per lo scontro al dopolavoro

Per l'eccidio l'hanno incolpato. Prese il nome di un vecchio paese

Lo chiamavano tutti Renzino

Dove cominciò la resistenza

Per lottare da clandestino.

Nel paese volevano fare

Un'azione dimostrativa

Disarmare quattro soldati

Far vedere che la lotta era viva.

I soldati fecero reazione

Coi coltelli e con le pistole

Tre di loro rimasero a terra

Mentre uno riuscì a scappare.

Sessant'anni che ancora non dormi

Per la colpa che ti hanno dato

Verrà il giorno in cui potrai dormire

Per la lotta che hai combattuto. Dieci giorni passarono ancora

E i soldati se ne erano andati

Tutti quanti tornarono a casa

Pensando di essersi risparmiati.

Ma il mattino di San Pietro e Paolo

Arrivarono in tutta la valle

San Pancrazio, la Cornia, Solaia

Mentre in alto Civitella bruciava.

Sessant'anni che ancora non dormi

Per la colpa che ti hanno dato

Verrà il giorno in cui potrai dormire

Per la lotta che hai combattuto.

Cosa c'entra lo scontro in paese

Se i tedeschi arrivarono ovunque

Ad uccidere con tanta follia

Dove non c'era alcuna ragione. Sessant'anni che ancora non dormi

Per la colpa che ti hanno dato

Verrà il giorno in cui potrai dormire

Per la lotta che hai combattuto.

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