"Certe cose non si potevano fare", le intercettazioni dello scandalo Coingas

La magistratura di Arezzo ricostruisce alcuni dei passaggi e dei legami che dimostrerebbero le anomalie in merito alle consulenze affidate da Coingas

"Sergio certe cose non si potevano fare perché siamo un'azienda pubblica".

Era il 23 maggio scorso e questo sarebbe uno stralcio di conversazione, tra Staderini e Cacioli, catturato dagli inquirenti in merito al caso che ha travolto Coingas Spa

Sono in tutto cinque, per il momento, le persone verso le quali è stato depositato il decreto di perquisizione personale. 
Alberto Merelli, assessore del comune di Arezzo; Sergio Staderini, ex amministratore unico di Coingas; Franco Scortecci, attuale amministratore di Coingas, Marco Cocci, commercialista aretino e Mara Cacioli, funzionaria della società ex dipendente di Estra in pensione da tempo.

Secondo quanto si evince, i reati contestati sono peculato, abuso d'ufficio e favoreggiamento personale. Una vicenda intricata quanto basta e che ha come base la dubbia conformità di due incarichi. Uno attribuito al commercialistia aretino e l'altro allo studio legale Olivetti Rason di Firenze i cui compensi ammontano, complessivamente a oltre 440mila euro.

"Piena fiducia nell'assessore e nella magistratura". Merelli non si dimette

Le intercettazioni

Una cifra, come evidenziato anche dalla magistratura, sulla quale da tempo i sindaci "prospettavano gravi perplessità e chiedevano inutilmente i documenti".
"Se li spopperà Merelli - avrebbe detto l'ex amministratore unico di Coingas in una telefonata intercettata dalla Digos con il commercialista Cocci - visto che ha fatto la merda che ha fatto se io Sergio dopo devo parlar chiaramente di tutelare quell'altro ... io non ci penso proprio". Ed ancora, sempre durante la stessa telefonata "... chiedi a Merelli dell'avvocato... lo dici a me?". E poi c'è anche quel passaggio dove, forse temendo di essere chiamato in causa per la vicenda, avrebbe detto "no, no, io butto giù la giunta te lo dico io... io farò un casino che manco te lo sogni, manco te lo sogni".

Stando alle ricostruzioni della magistratura, ci sarebbero poi anche degli scambi più recenti e riguardanti sempre la necessità di trovare delle soluzioni efficaci per sistemare le cose.
In una telefonata ricevuta da Merelli un altro gli verrebbe intimato di "fate questo incontro rapidamente perché... devi essere molto chiaro e diretto... se questa persona non intende fare questa cosa ... e dal momento che ce lo abbiamo messo noi... ci si mette un altro.. non è accettabile che uno messo lì da noi non ci stia ad ascoltare". Il soggetto in questione, che potrebbe perdere l'incarico se, sarebbe il presidente del collegio dei revisori.

Ed infine quell'inequivocabile scambio tra il commercialista e la funzionaria dove sarebbero emerse frasi come: "... perché lui ha preso gli incarichi senza le offerte, senza il preventivo, senza niente ed ha superato il tetto dell'Anac".

Le accuse e i presunti moventi

Sergio Staderini, in qualità di amministratore unico di Coingas Spa, dovrà rispondere dell'accusa di peculato poiché, stando a quanto sostenuto dalla procura, avrebbe erogato 144.487,64 euro in favore di Marco Cocci il quale nel decreto di perquisizione figura come "istigatore e beneficiario". Per motivazioni personali Staderini, essendo nella disponibilità di accedere ai fondi della società, avrebbe corrisposto la cifra al professionista tra il 2018 e il 2019 per attività di consulenza avendo esse "finalità di mera copertura contabile" poiché tali prestazioni risulterebbero "irrilevanti per le finalità ed attività sociali e comunque incongrue rispetto all'entità dei compensi". Sintesi analoga anche la ricoscruzione del rapporto tra Staderini e Merelli. Anche in questo caso le accuse sono di peculato. La procura contesta l'erogazione da parte di Coingas su indicazione, presunta, di Merelli, di 304.008,48 euro ad uno studio legale di Arezzo per "attività di consulenza". Anche queste ultime sarebbero risultate però "irrilevanti" oltre che i contratti stipulati con "trattative private in violazione agli obblighi di evidenza pubblica". 

Peculato da 440mila euro. Gli indagati

Favoreggiamento personale è invece l'accusa di cui devono rispondere la funzionaria e Scortecci. L'accusa di abuso d'ufficio riguarda invece Scortecci, Merelli e Cacioli poiché avrebbero procurato "ingiusto profitto" a loro stessi oltre che Staderini, Cocci e allo studio legale, e "ingiusto danno" al Comune di Arezzo socio di maggioranza di Coingas oltre che nei confronti delle altre municipalità.

Scortecci: "Sono tranquillo, vorrei tornare presto alla mia scrivania"

Nello specifico dunque sono le due consulenze, quella allo studio legale fiorentino e quella a commercialista Marco Cocci, ad aver convinto gli inquirenti a procedere con l'accusa di peculato. Le due attività vengono indicate come meri incarichi di comodo.
Perché? 
Le ragioni sono molte. Ma tra gli eventi ne spicca uno in particolare. Stando alle accuse mosse, Staderini prima di ricoprire il ruolo all'interno di Coingas, lavorava come direttore di banca presso la filiale della Popolare di Vicenza in via Petrarca. Qui Cocci acquistò un'ingente quantità di azioni correlate a mutui. Le "care e vecchie" obbligazioni che, come noto, sono state azzerate a causa della liquidazione della Popolare vicentina. 
110mila euro svaniti nel nulla. Una perdita che sarebbe stata oggetto di più di un incontro tra Staderini e Cocci all'interno dell'istittuto di credito. Un fatto che ha destato l'attenzione degli inquirenti i quali lo ritengono "un movente plausibile". 

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