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Schianto mortale in A1, parla un testimone: "Il padre chiedeva aiuto. Abbiamo fatto il possibile"

Un ragazzo che viaggiava in corsia sud a poca distanza dall'auto incidentata racconta cosa ha visto

 

"Insieme a un signore che si è qualificato come un medico abbiamo cercato di soccorrere i feriti. La situazione era grave". E' il racconto di un ragazzo che viaggiava a poca distanza dall'auto incidentata, quella con a bordo le vittime più giovani della tragedia che si è consumata nel pomeriggio sul tratto aretino dell'Autostrada del Sole.

"Stava viaggiando di pari passo ad un'altra auto, le ho notate all'altezza di Firenze Scandicci - racconta il testimone, un volontario del 118 fuori servizio - poi più o meno in Valdarno ho visto che stava procedendo in maniera incerta, io ero più indietro".

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Poco dopo il casello di Arezzo, procedendo in direzione sud, il terribile schianto all'altezza del cavalcavia che segna anche il confine tra Tuori e l'area industriale di Viciomaggio.

"L'auto ha colpito il tir che era sulla destra, andando poi a sbattere contro il suv che è si è fermato contro la barriera in cemento".

Auto e camion si sono fermati. C'è chi è riesciuto a passare oltre, ma sono stati pochissimi. Dietro a quelle lamiere accartocciate si è formato un lungo serpentone di auto, in attesa dei sanitari del 118, dei vigili del fuoco e della stradale.

"Sono sceso dalla mia vettura mentre un signore che stava viaggiando in corsia nord ha scavalcato la barriera in cemento - racconta il ragazzo - si è qualificato come un medico e insieme abbiamo cercato di prestare i primi soccorsi. Il padre ci chiedeva aiuto. All'interno dell'auto c'era un bimbo di pochi mesi e un'altra bambina che ci sono sembrati subito molto gravi. Abbiamo fatto il possibile fino all'arrivo dei vigili del fuoco e dei sanitari del 118".

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