Incidente alla Chimet, il malore dell'operaio e i colleghi che lo hanno soccorso. Così l'intossicazione

A provocare il malore dell'uomo sarebbe stata la presenza di monossido di carbonio probabilmente sprigionato dal forno. Lo stesso gas che anche i colleghi hanno respirato e sono rimasti intossicati

Chimet, foto d'archivio

Quando si è sentito male si trovava a 15 metri di altezza: stava facendo manutenzione ai filtri dei forni di lavorazione. Non appena ha capito che c'era qualcosa che non andava, l'operaio - un 50enne aretino - ha chiesto aiuto. E subito cinque colleghi lo hanno raggiunto sulla piattaforma. Erano le 7,45 di ieri mattina quando alla Chimet si sono vissuti momenti di paura. 

A provocare il malore dell'uomo sarebbe stata la presenza di monossido di carbonio probabilmente sprigionato dal forno. Lo stesso gas che anche i colleghi hanno respirato e sono rimasti intossicati. Fortunatamente nessuno è in condizioni particolarmente serie: tutti e sei - di età compresa tra i 23 e i 53 anni - sono stati classificati come codici gialli e uno verde.

Sul posto sono accorsi insieme ai sanitari del 118, i vigili del fuoco, i carabinieri, Arpat e il personale del Pisll (prevenzione, ingiene e salute sui luoghi di lavoro). Due operai sono stati trattati sul posto, uno soccorso con Pegaso e altri tre sono stati portati all'Ospedale San Donato. L'uomo soccorso con Pegaso è stato portato a Careggi. Durante la mattinata anche un altro degli intossicati è stato portato a Firenze in camera iperbarica. 

Soccorsi a 15 metri d'altezza

Impegnative le attività di soccorso. I vigili del fuoco del comando di Arezzo hanno raggiunto gli operai colti da malore sopra alla torre ad una altezza di circa 15 metri.

"Uno di loro - hanno spiegato i pompieri - era in forte stato confusionale è stato necessario immobilizzarlo sulla barella spinale ed è stato evacuato tramite un cestello da cantiere. Una volta messo in salvo, è stato affidato al personale medico del 118. Gli altri operai sono scesi dalla torre in autonomia e sono stati presi in carico dal personale sanitario. Sul posto si sono portati 3 automezzi e 10 unità tra cui personale nucleare biologico chimico e radiologico che hanno rilevato la presenza di monossido di carbonio".

Carabinieri e personale Pisll stanno indagando sulle cause dell'incidente. Due le ipotesi: un malfunzionamento o un errore umano. Gli accertamenti richiederanno alcuni giorni. Aperta un'inchiesta per lesioni colpose.

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I precedenti

Lo scorso anno altri due incidenti si verificarono nel cuore dell'estate. Era il 27 luglio quando tre operai - un 35enne, un 39enne e un 52enne - stavano intervenendo su un filtro a maniche, lo hanno aperto probabilmente convinti della sua inattività ma un istante dopo sono stati travolti da vapori ad alta temperatura. Il 35enne e il 39enne hanno inalato anche le polveri fuoriuscite dal filtro. I più gravi sono stati sottoposti a lavaggio polmonare e ricoverati in rianimazione, l'altro è stato trasferito all'ospedale Bufalini di Cesena a causa delle ustioni.
 

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