"Conversazioni registrate di nascosto e una promessa in cambio della presidenza Multiservizi", così l'inchiesta che fa tremare Arezzo

Due file audio che contengono la registrazione di due conversazioni di Staderini, Ghinelli, Bardelli e Roggi sono stati analizzati dagli inquirenti. Erano conservati nel pc sequestrato a Staderini nell'ambito dell'inchiesta Coingas

Conversazioni registrate in "modo occulto". File rimasti nascosti per anni in un pc. E una promessa, dal valore di 200mila euro, disattesa. Sono questi alcuni degli elementi dell'inchiesta, sbocciata dal faldone del caso Coingas, che da stamani fa tremare il mondo politico aretino. Protagonisti di questa vicenda sono il consigliere comunale Roberto Bardelli, il presidente della partecipata Arezzo Multiservizi Srl Luca Amendola e il presidente di Arezzo Casa Lorenzo Roggi che sono stati iscritti sul registro degli indagati: l'ipotesi di reato è di corruzione.

Ma nei file audio emergono chiaramente altre due voci: quella del sindaco Alessandro Ghinelli e quella di Sergio Staderini, ritenuto dagli inquirenti l'autore materiale delle registrazioni. 

Perquisizioni e sequestri

Nei confronti di Amendola, Bardelli e Roggi è stato emesso nei giorni scorsi un decreto di perquisizione, eseguito ieri dagli agenti della Digos. Nel mirino degli inquirenti ci sono soprattutto i pc e i telefoni cellulari.

L'inchiesta 

L'intera inchiesta ha preso avvio con il ritrovamento, da parte della Digos, di due file audio conservati nel computer di Staderini. Il pc era stato sequestrato nel luglio scorso nell'ambito dell'inchiesta su Coingas e in questi mesi tutti i documenti e i file archiviati sono stati analizzati dagli inquirenti. 

"All'interno di tale pc - si legge nel decreto di perquisizione - sono stati rinvenuti due file audio denominati rispettivamente "Amendola" e "Breda"". Il primo file risale al 5 agosto del 2016, il secondo al 9 agosto dello stesso anno. 

Entrambi contengono la registrazione di conversazioni alle quali era presente Staderini "evidentemente - si legge nel decreto - autore in modo occulto". 

Ma cosa si sarebbero detti? Nella prima conversazione, alla quale erano presenti il sindaco di Arezzo Ghinelli, Staderini, Bardelli e Roggi, emerge il disappunto di Bardelli e Roggi per il fatto che Amendola non avesse

"onorato la promessa fatta a suo tempo di far ottenere 200mila euro al Bardelli - si legge nel decreto - in cambio di una indicazione al sindaco, da parte dello stesso Bardelli dell'Amendola quale amministratore da nominare" per Arezzo Multiservizi Srl.

Stando a quanto riportato nell'atto, la promessa sarebbe stata chiara: Amendola avrebbe spostato i conti della Multiservizi presso uno sportello di un istituto bancario della provincia di Perugia.

L'afflusso di "alcuni milioni di finanza [...] avrebbe indotto la banca ad elargire la somma di 200mila euro al consigliere comunale" che aveva "impellente necessità per far fronte a gravi difficoltà delle sue attività economiche personali".

Amendola fu nominato membro del consiglio di amministrazione con decreto del sindaco firmato il 1 aprile del 2016. In seguito fu nominato amministratore unico. La sua nomina è stato poi rinnovata con decreto sindaco nel 30 aprile del 2019.

Nella seconda conversazione registrata ci sarebbero solo le voci del sindaco Ghinelli e di Staderini. Un dialogo nel quale emergerebbe la conoscenza da parte del primo cittadino dell'intera vicenda e la consapevolezza del perché Bardelli avesse perorato la causa di Amendola. 

Indagini e dimissioni di Amendola

Le indagini della Procura di Arezzo, coordinate dal pm Andrea Claudiani, proseguono nel più stretto riserbo. Nei prossimi giorni i protagonisti di questa vicenda potrebbero essere invitati a parlare con gli inquirenti. Non è escluso che qualcuno degli indagati chieda di presentarsi spontaneamente.

Nel frattempo Amendola ha annunciato di voler presentare le sue dimissioni

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"Rimetto il mio mandato di presidente di Arezzo Multiservizi - ha spiegato - Sono sereno perché estraneo alla vicenda. E andrò in procura ad Arezzo per rilasciare dichiarazioni spontanee che possano sgomberare il campo da ogni dubbio".
 

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