Il maltempo devasta il Mosaico di Andreina: dalla Svizzera parte una raccolta fondi per salvarlo

La sera del 30 ottobre pioggia e forte vento si sono abbattuti su Arezzo e non hanno risparmiato l'incredibile opera che ha visto negli ultimi anni centinaia di artisti da tutto il mondo partecipare a questo "sogno comunitario" attraverso l’arte del mosaico. Il tendone del laboratorio di Indicatore - che misura 200 metri quadrati - è stato divelto. Il materiale all'interno è stato bagnato e rovinato.

Scultura distrutta dal maltempo

Danni ingenti alle strutture, al laboratorio e, di riflesso, anche all'intero progetto, quello del Mosaico di Andreina: un grande sogno divenuto realtà, nel quale arte e attenzione verso il sociale si coniugano, dando vita ad una comunità speciale. Ma in questi ultimi giorni il sogno è stato minato dal maltempo. Pioggia battente e forte vento, infatti, hanno arrecato danni gravi alle strutture. Una devastazione documentata dalla stessa Andreina in un video che ha condiviso su Facebook. E subito si è innescata la gara di solidarietà, partita addirittura dalla Svizzera. 

Maltempo e danni

"Il disastro" così Andreina Carpenito, l'artista che ha creato il Mosaico in costruzione "più grande del mondo", situato a Indicaore, anima del progetto artistico sociale che si è sviluppato attorno spiega con due parole quanto avvenuto. Poi aggiiunge: 

" Altri danni hanno colpito il Cantiere del Mosaico di Andreina. Anche se è solo un tendone di plastica enorme, ma li viene raccolto parte del nostro materiale e dell'attrezzatura per operare al mosaico esterno e interno alla chiesa. Lì dentro ci sono anni di risate, fatica, freddo e caldo, migliaia di persone ci hanno lavorato facendo mosaico e scultura e tutto per contribuire a questa opera. Questo disastro va a togliere le poche energie economiche a tutto l'aspetto sociale del progetto che accoglie chi è al margine sociale con un grande progetto di inclusione. L' opera artistica e sociale cresce senza denaro e grazie all' amore di tanti quindi viviamo questo momento con grande tristezza. Abbraccio tutti per il segno di affetto che state dimostrando! Mosaico di Andreina

Video "Il disastro", le parole di Andreina

Ma cosa è successo? La sera del 30 ottobre pioggia e forte vento si sono abbattuti su Arezzo e non hanno risparmiato l'incredibile opera che ha visto negli ultimi anni centinaia di artisti da tutto il mondo partecipare a questo "sogno comunitario" attraverso l’arte del mosaico. Il tendone del laboratorio di Indicatore - che misura 200 metri quadrati - è stato divelto. Il materiale all'interno è stato bagnato e rovinato. 

"Non solo - spiega Andreina - noi facciamo progetti di inclusione, che prevedono l'accoglienza di persone che con specifici percorsi cercano di rinascere. Abbiamo ospitato profughi, ex tossicodipendenti, ex carcerati.  Raccogliamo cibo per sostenere questo progetto, ma anche da distribuire alle famiglie che ne hanno bisogno.  Stessa cosa per i vestiti. La distruzione del cantiere è un dramma che coinvolge le persone che vengono a lavorare e che ospitiamo. Compresi gli artisti che ogni anno - alcuni più volte l'anno - vengono dall'estero per portare avanti il mosaico".

La "comunità del mosaico" vede approdare a Indicatore dalle 4 alle 6mila persone all'anno. Al lavoro sull'opera d'arte ci sono circa 10 persone al giorno. Poi ci sono la scuola di musica i laboratori, i gruppi di artisti provenienti dall'estero, i percorsi di inclusione. Insomma un piccolo grande mondo che gravita attorno alle tessere di materiale di scarto che vanno a comporre lo splendido mosaico.

"Oggi i 200 metri quadri del tendone devono essere risistemati, le sclulture che dopo 10 anni avevano bisogno di un restauro già programmato si sono spaccate. Insomma un disastro".

Solidarietà

Poi la macchina della solidarietà si è innescata. Dalla Svizzera, dove risiede un'artista che ogni anno viene a Indicatore per partecipare al lavoro sul mosaico ha aperto una raccolta fondi alla quale si può aderire direttamente da questa pagina 

"Non è la prima volta che accade e ne sono lusingata. Da parte mia vorrei lanciare invece un appello alle istituzioni: vorrei trovare sedi dove promuovere raccolte fondi vendendo i nostre gadget, mentre la scuola di musica potrebbe svolgere attività di intrattenimento. In vista del Natale potrebbe essere un'iniziativa interessante che propone un acquisto carino per le famiglie in cerca di reali e un grande aiuto per noi".

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