Guerrina, le motivazioni: "Perché Gratien la uccise". Verso il ricorso in Appello

Il conto alla rovescia si conclude oggi. Novanta giorni sono passati dalla sentenza di condanna di padre Gratien Alabi, il religioso congolese accusato di omicidio volontario e distruzione di cadavere in seguito alla scomparsa di Guerrina...

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Il conto alla rovescia si conclude oggi. Novanta giorni sono passati dalla sentenza di condanna di padre Gratien Alabi, il religioso congolese accusato di omicidio volontario e distruzione di cadavere in seguito alla scomparsa di Guerrina Piscaglia, mamma 50enne che il 1 maggio del 2014 sparì di Ca' Raffaello. E con lo scoccare dei 90 giorni scade anche il termine per depositare le motivazioni della condanna. La pena di Gratien è di 27 anni di reclusione più tre di libertà vigilata. Ma resterà ai domiciliari fin quando non si arriverà al terzo grado di giudizio: perché gli avvocati lo hanno già annunciato, ricorreranno in appello.

MOTIVAZIONE

La motivazione è stata depositata venerdì scorso, poi gli ultimi dettagli burocratici con gli avvocati della difesa e delle parti civili che hanno ora modo di consultarla. Di fronte ai loro occhi pagine e pagine di spiegazioni: dalla ricostruzione di quelle ultime ore di quel fatale 1° maggio, alle spiegazioni del perché è stata decisa una pena così pesante.

Sono state scritte 224 pagine per chiarire nel dettaglio la decisione. Ecco i punti salienti.

"Padre Gratien - scrive la corte presieduta da Silverio Tafuro - ha ucciso Guerrina Piscaglia per il timore di uno scandalo". E nessuna attenuante è concessa perché il religioso non si è dimostrato collaborativo. In particolare Gratien avrebbe ucciso la cinquantenne perché da lei minacciato di raccontare a tutti di essere incinta. E poco importa se lo fosse davvero. Gratien, c'è scritto nella motivazione, ha ribadito più volte di sentirsi minacciato e di aver proseguito la relazione con la donna sotto questa minaccia. A far propendere i giudici per la condanna durissima, nonostante l'assenza dell'arma del delitto e del cadavere (su cui, ovviamente le motivazioni non fanno ipotesi) sono alcuni elementi chiave. I cellulari soprattutto: le telefonate bruscamente interrotte tra Gratien e Guerrina alle 14 del 1° maggio, quando la donna sparì. Il telefonino di Guerrina finito nelle mani del parroco, con gli sms che Gratien inviò una volta sparita la donna per depistare le indagini e con le celle che dimostrano come i cellulari di Alabi e Gratien fossero nello stesso posto dopo la sparizione della donna. C'è poi l'indole a raccontare bugie di Gratien, comprovata - scrivono i giudici - da due personaggi che nella vicenda sono stati tirati in ballo dal sacerdote: il marocchino di Gubbio con cui Guerrina sarebbe fuggita e il fantomatico Zio Francesco, figura del tutto inventata. E le testimonianze sugli avvistamenti successivi al 1° maggio di Guerrina? Non attendibili per i giudici. Guerrina fu uccisa quel giorno da padre Gratien, al termine di un incontro "chiarificatore" richiesto dalla donna.

LA DIFESA

padre graziano10"Ci prepariamo leggere tutte quelle pagine - spiega Riziero Angeletti, avvocato che assiste padre Graziano - per capire come la Corte abbia interpretato l'intera vicenda e soprattutto per prepararsi a ricorrere in Appello. Abbiamo 45 giorni di tempo per presentare l'istanza e lavoreremo su quelli che sulle motivazioni appariranno i punti più critici".

La difesa aveva puntato tutto sul ragionevole dubbio: in assenza di un corpo, è possibile condannare una persona per alcuni messaggi ("uno solo" disse Angeletti nella sua requisitoria) per omicidio volontario? La sentenza dello scorso 24 ottobre ha mostrato come questo ragionevole dubbio non si sia insinuato nella giuria della Corte d'Assise, ma potrebbe essere rivalutato in appello.

Intanto padre Gratien resta ai domiciliari nel convento dei premostratensi di Roma. A sorvegliarlo c'è una cavigliera elettronica, che gli permette di muoversi solo all'interno di una parte dell'edificio, ma non gli impedisce di dire messa e continuare a pregare. "L'ho incontrato la scorsa settimana - dice Angeletti - era sereno come sempre. Aspetta di leggere queste motivazioni, mantenendo la sua solita fermezza".

LE PARTI CIVILI

sentenza padre Graziano30Le motivazioni sono attese anche dalle parti civili. In primis da Mirko Alessandrini, marito di Guerrina, e dalla famiglia della donna.

"Siamo curiosi di capire cosa, secondo la Corte, sia accaduto quel 1 maggio - spiega il legale di Mirko e Lorenzo, Nicola Detti - come si sono svolti i fatti, e se il nostro contributo in fase dibattimentale è riuscito nell'intento di chiarire la vicenda. E non mi riferisco solo ai consulenti portati in aula, ma anche a quanto sostenuto durante le varie udienze".

"E poi - conclude Detti - non ci facciamo illusioni, sappiamo che questa vicenda arriverà fino alla Cassazione, perciò siamo pronti a rimettersi subito a studiare le carte per far fronte alle prossime tappe".

APPELLO

Come detto la difesa di padre Gratien ha 45 giorni i tempo per ricorrere in Appello. "E considerando che Gratien è sottoposto a misura cautelare - sostiene Angeletti - non è escluso che il nuovo procedimento giudiziario possa prendere il via tra fine maggio e inizio giugno".

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