Guerrina, il legale di Mirco: "Torna l'appello per incontrare Papa Francesco". Padre Graziano a Rebibbia: "Sentenza razzista"

Il marito di Guerrina, Mirco, e il figlio Lorenzo, insieme ai nonni, sostenuti dal loro legale Nicola Detti, sperano di poter finalmente incontrare Papa Francesco e non escludono un nuovo appello.

E' uscito dal convento, prelevato dai carabinieri, nel cuore della notte. Ha trascorso ore in caserma e poi è stato trasferito a Rebibbia. Padre Graziano, al secolo Gratien Alabi, ha varcarto così, alle 2,30, la soglia del carcere dove, stando alla sentenza pronunciata ieri sera dalla Corte Suprema, dovrà restare per i prossimi 25 anni. Intanto le famiglie Alessandrini e Piscaglia hanno tirato un sospiro di solievo. La verità processuale lo indica come l'assassino di Guerrina, mamma cinquantenne scomparsa il 1 maggio di 5 anni fa nel nulla. 

E adesso il marito Mirco e il figlio Lorenzo, insieme ai nonni,  sostenuti dal loro legale Nicola Detti, sperano di poter finalmente incontrare Papa Francesco. 

"La richiesta di un incontro - spiega l'avvocato Detti - era stata inoltrata molto tempo fa. In realtà abbiamo fatto più di un appello. Ma ci hanno spiegato che non si trattava del momento più opportuno. Adesso attendiamo fiduciosi in una risposta, un contatto. E siamo pronti ha chiedere nuovamente un incontro".

La famiglia Alessandrini è cattolica praticante, non ha mai smesso di credere e di andare a Messa. Dall'incontro con il Papa si attendono solo parole di conforto: "Perché nessuno fino ad oggi - spiega il legale - ha speso una parola per loro. E adesso che il vuoto lasciato da Guerrina si fa sempre più pesante, vorrebbero poter cercare conforto nelle parole del Santo Padre". In effetti in questi cinque anni da parte del mondo cattolico non sono arrivati attestati di solidarietà nei confronti degli Alessandrini.

Intanto - come spiega il legale Francesco Zacheo - Padre Graziano può continuare a dire messa: il suo ordine - quello dei Premostratensi - al momento non avrebbe ancora preso posizione. Pertanto in attesa di una decisione, il religioso continuerà, come ha sempre fatto a celebreare le funzioni, proprio come accadde quando rimase per sei mesi in carcere ad Arezzo. 

Ieri sera, interpellato dalla trasmissione di Rete 4, padre Gratien ha commentato la sentenza dicendo: "Razzismo, non potevo aspettarmi altra cosa. Questo è lo Stato italiano. Io dico quello che so". 

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