Rubano fumetti e videogiochi ma vengono beccati dal proprietario e li riconsegnano: "Non lo rifaremo"

E' quanto accaduto lo scorso fine settimana all'interno del negozio di via Piave di proprietà di Angelo Rossi, consigliere comunale e uno dei fondatori dell'associazione antidegrado Arezzo nel Cuore

"Siamo molto dispiaciuti per l'accaduto e abbiamo riconsegnato il tutto".
Si è conclusa con una bella lavata di testa e una lettera di scuse l'avventura vissuta da Angelo Rossi, consigliere comunale, membro dell'associazione Arezzo nel Cuore e proprietario del negozio Fumettopoli di via Piave. E' all'interno del suo esercizio commerciale che, lo scorso fine settimana, si è svolta una vicenda iniziata nel peggiore dei modi ma che poi, fortunatamente, si è risolta con una bella dose di scuse e una ramanzina.

Lo scorso venerdì alcuni ragazzini, a quanto riporta il consigliere di circa 13/14 anni, sono entrati all'interno del suo negozio e, mentre uno di loro distraeva la commessa, gli altri insaccavano dentro allo zaino giochi e fumetti per un valore di quasi cinquecento euro. Un colpo dal bottino niente male e che ovviamente non è passato inosservato. E' stato lo stesso Rossi ad accorgersi dell'ammanco e, dopo aver preso visione delle immagini delle telecamere interne di sicurezza, ecco che si è trovato davanti agli occhi uno per uno i giovani autori del furto.

"Venerdì ho subito un furto in negozio, piuttosto consistente - racconta Angelo Rossi - Guardando le registrazioni di video sorveglianza ho individuato gli autori in un gruppo di ragazzini del quartiere. Quando il giorno dopo li ho ribeccati gli ho detto che se non riportavano il maltolto lunedì avrei portato i video alla polizia, scegliendo quindi la strada di non denunciarli e dandogli una possibilità di pentimento vista la loro giovane età e le ripercussioni che ci sarebbero state su di loro. Lunedì a capo chino si sono presentati col bottino, ricevendo dal sottoscritto una lunga ramanzina su cosa è giusto e sbagliato nella vita, come se fossero i miei di figli. Dentro la busta ho trovato una lettera di scuse che sembra uscita dal libro Cuore. Non so se ho fatto la cosa giusta e se abbiano imparato la lezione, ma ho fatto ciò che il mio cuore di padre imponeva".

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