Duecentomila euro d'oro spariti: così saccheggiava l'azienda dove lavorava

I dettagli dell'operazione siglata dalla Squadra Mobile di Arezzo

Duecentomila euro in un anno.
E' quanto B.L. 56enne aretino sarebbe riuscito a sottrarre all'azienda orafa per cui lavorava, la Amp di via Rossi.

Sono alcuni dei dettagli che emergono all'indomani dell'arresto, siglato dalla Squadra Mobile di Arezzo coordinata da Francesco Morselli, riguardante un altro caso di dipendente infedele che, negli ultimi 12 mesi della propria vita, ha sottratto con meticolosa costanza filamenti in oro dalla ditta dove lavorava.

L'attività d'indagine è partita nei mesi passati.
Il titolare dell'azienda aveva iniziato a notare degli ammanchi. Circa un chilo di oro al mese che svaniva nel nulla. Un fatto inspiegabile visto che, all'interno della ditta, è presente un sistema di videosorveglianza. Così l'imprenditore si è deciso a rivolgersi alla polizia. 

Gli uomini della Mobile hanno richiesto il supporto di una società di investigazioni privata che, in accordo con gli agenti, ha avviato gli accertamenti. In poco tempo è stato ricostruito il sistema ideato dall'operaio per trafugare il semilavorato e farlo uscire dall'azienda.

Una parte del muro perimetrale dello stabile infatti conservava ancora sul retro alcuni fori comunicanti con l'esterno e all'interno dei quali passavano un tempo alcune tubazioni, poi eliminate.
Il 56enne aveva posto su questi fori, dal lato esterno, un tappo di polistirolo dove incastrava da dentro l'azienda i filamenti in oro che poi estraeva dal muro una volta uscito dalla ditta semplicemente togliendo il blocco.

Una pianificazione ingegnosa che gli ha consentito di non dare nell'occhio. Fino all'altro giorno.

Esce dal lavoro con l'oro in tasca


Dopo una lunga attività di osservazione, le forze dell'ordine sono entrate in azione e ieri hanno bloccato l'uomo fuori dall'azienda. Con sé aveva circa un chilo di metallo prezioso 14 carati per un valore complessivo di circa 25mila euro.

Sempre stando a quanto reso noto dalle forze dell'ordine l'uomo, incensurato e dipendente della Amp da circa 20 anni, ha alle spalle due matrimoni e quattro figli. Nel tempo avrebbe contratto diversi debiti dovuti forse ad una passione smodata per il gioco d'azzardo. 

Ieri, davanti al giudice del tribunale di Arezzo, l'uomo è comparso per il giudizio per direttissima. Assistito dal legale Marco Bufalini, ha patteggiato a 1 anno con sospensione della pena. Non entrerà in carcere.

Si tratta del secondo caso che le cronache aretine registrano nell'arco di un mese.
Lo scorso 20 marzo, un altro operario venne arrestato dopo essere stato trovato in possesso di oro e metalli preziosi all'uscita dell'azienda Giordini di Pieve al Toppo. 

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