Fort Knox, 66 indagati tornano di fronte al gup

Durante l’udienza di questa mattina dovrebbero essere calendarizzate le tappe del procedimento giudiziario. Per i 66 indagati sono numerosi i capi di accusa: I dal riciclaggio alla ricettazione, dall’associazione a delinquere all’evasione fiscale. Molto diverse tra loro le posizioni dei vari indagati.

Nadia Frulli
Nadia Frulli
Invia per email  |  Stampa  |   9 febbraio 2017 4:00  |  Pubblicato in Cronaca, Arezzo


Una maxi udienza – con ben 66 indagati – è quella che si celebrerà questa mattina di fronte al Gup Marco Cecchi. Torna in aula infatti la vicenda balzata agli onori delle cronache con il nome di Fort Knox. Così fu chiamata l’operazione della Guardia di Finanza che nel 2012, con un blitz in un casolare di Manciano (denominato appunto Fort Knox) scoprì un giro di metallo a nero – soprattutto oro –  per un volume d’affari che all’epoca gli inquirenti stimarono in circa 180 milioni di euro. Il casolare, di proprietà dell’imprenditore Michele Ascione, era una sorta di “centrale” dove avvenivano gli scambi. Il deus ex machina dell’organizzazione, secondo l’accusa, sarebbe stato un finanziere residente in Svizzera, Peter Kamata. Gli indagati sono sia aretini che partenopei e anche le perquisizioni (oltre 200) si svolsero tra Arezzo e Napoli. Secondo la ricostruzione della procura, il meccanismo partiva con la vendita di gioielli in compro-oro della Campania: il metallo veniva poi trasformato in lingotti che poi finivano in Svizzera in cambio di soldi. Tutto a nero.

Durante l’udienza di questa mattina dovrebbero essere calendarizzate le tappe del procedimento giudiziario. Per i 66 indagati sono numerosi i capi di accusa:  I dal riciclaggio alla ricettazione, dall’associazione a delinquere all’evasione fiscale. Molto diverse tra loro le posizioni dei vari indagati.

 Nadia Frulli 
Nadia FrulliUna laurea, un master e tanta voglia di raccontare la propria città.
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