Ex Etruria: le informazioni tra Consob e Bankitalia sulle subordinate al vaglio della procura

Gli accertamenti da parte della procura aretina mirano proprio alla ricostruzione dei tempi e delle modalità di comunicazione che hanno visto i tre soggetti protagonisti. Un’attività accurata che mira a fare chiarezza proprio su questi aspetti.

Redazione Arezzo Notizie
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Invia per email  |  Stampa  |   12 agosto 2017 12:25  |  Pubblicato in Cronaca, Arezzo


Quali sono state le comunicazioni tra Banca Etruria, Bankitalia e la Consob? Che ruolo hanno svolto le autorità di vigilanza sull’emissioni di bond subordinati?
Le domande sono tutte al centro di una serie di controlli – al momento non si parla dell’apertura di un’inchiesta – da parte della magistratura aretina che sta procedendo in un’accurata serie di accertamenti per ricostruire nel dettaglio le comunicazioni che hanno riguardato la vecchia banca e le due authority.
Quali tipi di informazioni avevano in possesso Consob e Banca d’Italia nel 2012 e perché, venne autorizzata l’emissione di subordinate visto che, recentemente, proprio per questo motivo sono stati sanzionati gli ex vertici dell’Etruria?
Domande che attendono una risposta più approfondita e che per il momento si basano soltanto su ipotesi che sono state ricostruite e portate alla luce dal Sole 24 Ore di ieri.
Ma partiamo dal principio.
Recentemente la Consob ha sanzionato gli ex vertici di Banca Etruria, per un ammontare di 2,6 milioni, con l’accusa di falso in prospetto, dopo aver autorizzato nel 2012 e nel 2013 le obbligazioni subordinate.
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Ma è sempre stata la Consob ad autorizzare nel 2012 l’emissione di obbligazioni subordinate nel mercato. Da qui la domanda. Perché prima ha concesso il nulla osta e poi sanzionato l’ex cda per averle emesse?
Ed ecco pronta la risposta da parte dell’Autorità di vigilanza delle società quotate che sottolinea come “il motivo sarebbe il mancato invio di documentazione da parte di Bankitalia. Consob il 9 maggio 2016, nella relazione con il mercato, dichiara di aver autorizzato il prospetto informativo delle obbligazioni in quanto «redatti nel rispetto delle regole di trasparenza previste…mettendo in evidenza tutti i fattori di rischio connessi…». Aggiunge, tuttavia, di non aver avuto a disposizione altri documenti che avrebbero aiutato a capire meglio la situazione della banca, redatti da Palazzo Koch. All’appello mancavano «la nota del 24 luglio 2012, inviata da Banca d’Italia al presidente della Popolare dell’Etruria»; «i rilievi e le osservazioni formulate da Banca d’Italia a Bpel in esito alla verifica ispettiva condotta nel periodo 18 marzo 2013-6 settembre 2013»; «la nota del 3 dicembre inviata da Banca d’Italia al presidente del Cda di Bpel»”. (Sole 24 Ore)
Bankitalia però, sempre secondo il quotidiano di economia, avrebbe inviato alla Consob nel 2013 gli esiti delle sue ispezioni.
Ecco allora che gli accertamenti da parte della procura aretina mirano proprio alla ricostruzione dei tempi e delle modalità di comunicazione che hanno visto i tre soggetti protagonisti. Un’attività accurata che mira a fare chiarezza proprio su questi aspetti.
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