Carlo e Gabriella: un cuore grande come l'Africa. In viaggio per un progetto umanitario

Marito e moglie vivevano a Sansepolcro, dove lui aveva lavorato come medico presso l'ospedale. Da alcuni anni in pensione, Spini non aveva mai smesso di pensare agli altri: una vera vocazione la sua, che lo portava anche cinque volte l'anno in Africa.

Carlo Spini e la moglie Gabriella Vigiani da anni si dedicavano a progetti per le popolazioni dell'Africa. Ed è per questo che si trovavano sull'aereo precipitato questa mattina ad Addis Abeba: per portare avanti una delle tante iniziative della onlus di Bergamo, Africa Tremila, della quale Spini era presidente da circa un anno.

Marito e moglie vivevano a Sansepolcro, dove lui aveva lavorato come medico presso l'ospedale. Da alcuni anni in pensione, Spini non aveva mai smesso di pensare agli altri: una vera vocazione la sua, che lo portava anche cinque volte l'anno in Africa. La moglie Gabriella era stata infermiera - sempre presso l'ospedale di Sansepolcro - e lo seguiva spesso condividendo questa passione. 

Per anni marito e moglie hanno vissuto a Pieve Santo Stefano, dove hanno lasciato un ricordo indelebile. Lui dottore sempre presente, lei gentile e disponibile con tutti. E' lì che hanno cresciuto i loro quattro figli, Andrea, Francesco, Marco ed Elisabetta. Una grande famiglia, molto unita, che ha regalato a Carlo e Gabriella otto splendidi nipotini.

Sabato scorso, marito e moglie, erano partiti per andare a verificare, insieme ad un terzo volontario - il commercialista bergamasco Matteo Ravasio - come stavano andando avanti le attività di due progetti: uno in Kenya e uno in Sud Sudan. 

Per questo si trovavano sul boeing precipitato: dall'Etiopia stavano raggiungendo il Kenia.  

"Spini - racconta Gisella Inverardi, vice presidente dell'associazione - era il membro dell'associazione che più spesso si recava sul posto. Faceva numerosi viaggi l'anno, non sempre la moglie lo seguiva, ma ne condivideva comunque la passione. Era orgoglioso dei progetti che avevamo avviati e sempre pieno di entusiasmo".

Nel pomeriggio il sindaco di Sansepolcro Mauro Cornioli, ha espresso il suo cordoglio: 

"Un dramma che ci lascia sconvolti - ha dichiarato - Oggi viviamo una giornata tragica per la scomparsa di due nostri concittadini nel fatale incidente aereo in Etiopia. Due persone esemplari, conosciute e stimate per la loro grande professionalità e sensibilità. Dei veri testimoni di pace e cooperazione tra i popoli, che lasciano un grande vuoto ed una grandissima testimonianza. Ai loro figli, in questo momento di dolore, va il nostro abbraccio e le sentite condoglianze dell'intera comunità."

"Perdiamo due persone magnifiche ed infaticabili, con le quali io stessa ho avuto il piacere di collaborare per vari anni all'ospedale di Sansepolcro - dichiara l'assessore alla Sanità Paola Vannini - Carlo e Gabriella sono stati un esempio per tanti medici ed operatori della sanità grazie alla loro grande capacità, al loro equilibrio e al grande impegno nel volontariato."

L'incidente

L'aereo, un Boeing, dell' Ethiopian Airlines  è precipitato vicino Bishoftu, nella regione di Debre Zeit, a circa 62 chilometri a Sud-Est di Addis. Era decollato alle 8,38 e i contatti radio si sono interrotti alle 8.44 locali, 6 minuti dopo il decollo.  

Il volo ET302 era uno dei numerosi collegamenti quotidiani fra la capitale etiopica Nairobi. 

 Non sono ancora chiare le cause del disastro, ma l'amminstratore delegato della compagnia aerea, Tewolde Gebremariam, ha riferito che il pilota dell'aereo si era accorto che il velivolo aveva problemi e aveva chiesto e ottenuto dai controllori di volo di Addis Abeba di tornare a terra per un atterraggio di emergenza.

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