Multe e concorrenza digitale: cala la prostituzione in strada ad Arezzo (ma è boom di case a luci rosse)

Le vie attorno al capoluogo erano affollate di lucciole, ma il fenomeno sta diminuendo. Le multe hanno funzionato come deterrente, ma la domanda (e l'offerta) hanno trovato nuovi canali per incontrarsi. E lo sfruttamento continua

C'erano una volta strade affollate di prostitute. Le lucciole erano tante, tantissime ad Arezzo. Esercitavano non solo di notte, ma anche in pieno giorno. Raccordo autostradale, zona Torrino, rotatoria dell'Olmo, San Zeno, Ripa di Olmo, Mecenate, zona Esselunga, Santa Maria delel Grazie. Non sono scomparse, di sera si incrociano ancora. Ma il loro numero è drasticamente ridotto nel corso degli ultimi anni.

Lo sfruttamento continua

Il fenomeno della prostituzione in sé - sia in città che nel resto della provincia - non è certo crollato, anzi. E con esso continua ad essere alimentato il fenomeno dello sfruttamento - con vittime essenzialmente femminili -, in mano a vari livelli di "gestori" che lucrano su questo commercio. Di fatto, il grosso del meretricio si è spostato, dalla strada all'interno di un appartamento. Meno visibile, ma egualmente (o forse più ) consistente come fenomeno.

Le multe come deterrente

Sono essenzialmente tre i fattori che stanno decretando il declino della prostituzione in strada. Il primo, non certo trascurabile, è quello delle multe. “E’ vietata la prostituzione in luogo pubblico o aperto al pubblico, in qualsiasi modo essa venga esercitata”, recita l’articolo 19 del regolamento di polizia urbana approvato dal Consiglio Comunale di Arezzo nel 2012, sotto la giunta Fanfani. Un provvedimento che ha contribuito - negli anni - a reprimere il fenomeno, con una serie di blitz particolarmente onerosi (300 euro di multa) per i clienti. Col rischio ulteriore - per i multati - di vedersi recapitato un imbarazzante verbale nella cassetta delle lettere di casa.

La combinazione di altri due fattori

Domanda, offerta (ma anche sfruttamento) hanno così traslocato. Dalle strade, agli appartamenti. Combinando due fattori: la concorrenza delle proposte online (siti specializzati in escort) e il crollo dei prezzi per le prestazioni "intramoenia". La disponibilità di case - o soltanto stanze - in affitto (magari in nero) a prezzi abbordabili e la maggior comodità (sia per la prostituta che per il cliente) hanno spinto ad optare per le camere a luci rosse. Un tempo era una soluzione per clienti benestanti, ma oggi i prezzi si sono abbassati, contribuendo a rendere preferibile - per ciascun contraente - la prestazione al chiuso.

Quadruplicate le offerte in pochi anni

Il successo del sito EscortAdvisor, ad esempio, parla chiaro. In pochi anni (è nato nel 2014) è diventato un punto di riferimento in tutta Italia per chi cerca la compagnia di una sera. In questo portale Arezzo presenta 410 offerte, è la terza città della Toscana per numerosità dopo Firenze 922 e Pisa 491 (così nel resto della Toscana: Grosseto 328, Livorno 325, Prato 318, Lucca 306, Siena 269, Massa Carrara 237, Pistoia 199). Arezzo, addirittura, è seconda (dopo Pisa) se si considerano il numero delle offerte in rapporto agli abitanti. La stragrande maggioranza delle proposte aretine è femminile. Sette anni fa, un'indagine, aveva attestato la presenza di circa 130 prostitute in appartamento ad Arezzo. Oggi sono quasi 4 volte tanto, solo considerando il portale EscortAdvisor.

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