"Oltre 4mila cessioni di cocaina ed eroina", in manette "professionista" dello spaccio

L'arresto a Pisa: l'uomo per molti mesi aveva operato nell'Aretino con l'aiuto di due complici. Oltre 30 persone identificate come assuntori

Era considerato un vero e proprio professionista dello spaccio: aveva numerosi precedenti penali alle spalle e una conoscenza di lunga data delle forze dell'ordine. Oggi le sue scorribande sono finite: i Carabinieri della Stazione di Levane lo hanno arrestato a Pisa dopo averlo rintracciato insieme ai colleghi del Nucleo Operativo e Radiomobile della locale compagnia. Si tratta di un disoccupato tunisino, "spacciatore seriale" che aveva svolto la sua "attività in trasferta" anche nell'Aretino, creando una fitta rete di cessioni di cocaina ed eroina e arrivando fino a 4mila cessioni. 

Per molti mesi, da giugno 2016 a gennaio 2017, aveva allargato la sua rete ad Arezzo e Montevarchi, nonché nella frazione di Levane, dove nelle zone del centro storico e nelle vicinanze del cimitero cittadino si era reso responsabile di centinaia di episodi accertati di spaccio di droga per altro delle tipologie più costose, ovvero eroina e cocaina ma anche hashish.

L'uomo si era avvalso dell'aiuto di due connazionali per svolgere le attività di spaccio che gli sono imputate: anche in questo caso i complici sono stati individuati e monitorati dai militari della stazione levanese.

Le indagini

La lunga e scrupolosa indagine condotta dai militari dell’Arma per diversi mesi ha permesso non soltanto di individuare e denunciare tutte le persone che facevano parte all’organizzazione criminale, ma hanno portato anche all’emissione di tre misure cautelari, eseguite ad inizio 2017, attraverso le quali erano stati arrestati tutti e tre gli spacciatori, tra i quali J.S., considerato il personaggio più importante tra i tre. Nell’occasione, erano stati denunciati in stato di libertà anche 9 tossicodipendenti, accusati di favoreggiamento nei confronti della banda che li riforniva di stupefacenti. 

Alla custodia cautelare in carcere, erano seguite, via via, misure meno afflittive, in ultimo l’obbligo di presentazione ai Carabinieri livornesi, dai quali J.S. doveva recarsi tutti i giorni per apporre la propria firma.

"I militari della stazione di Levane - spiegano i carabinieri -, continuando a monitorare l’ambiente vicino allo spaccio degli stupefacenti, avevano scoperto che J.S., nonostante l’obbligo di firma, era riuscito a ritornare diverse volte nel valdarno aretino, in particolare da gennaio a maggio 2019".

In quei mesi i Carabinieri avevano ripreso una serrata attività d’indagine, riuscendo a documentare, nuovamente, altri 300 episodi e di identificare più di 30 acquirenti.

Nel frattempo il processo per i fatti risalenti al 2016/2017 aveva seguito il suo corso e, per J.S., era arrivata una condanna definitiva a 5 anni e 6 mesi di reclusione ed al pagamento di 20mila  euro di multa, mentre per le nuove indagini del 2019, i Carabinieri della Stazione di Levane avevano richiesto ed ottenuto la misura della custodia cautelare in carcere.

Negli ultimi tempi però, il criminale in questione aveva fatto perdere le proprie tracce, violando così l’obbligo di firma che gli era stato imposto ma i militari levanesi non si sono persi d’animo e, nonostante il tunisino fosse rientrato nelle zone di Pisa e Livorno già dal maggio 2019, sono riusciti a studiarne le abitudini, scoprendo dove si fosse nascosto per sottrarsi alla condanna definitiva per i fatti del 2016/2017, rintracciandolo nelle zone di Pisa: in questo modo, anche grazie all’aiuto dei colleghi della Compagnia Carabinieri di Pisa, già comandati dall’attuale Comandante di Compagnia di San Giovanni Valdarno, i militari sono riusciti a trarlo in arresto, notificandogli sia i 5 anni e 6 mesi divenuti definitivi, sia la nuova ordinanza di custodia cautelare per i fatti del 2019.

Il tunisino è stato pertanto tradotto presso il carcere “Don Bosco” di Pisa; in totale, le cessioni di stupefacente documentate tra i fatti del 2016/2017 e quelli del 2019, superano le 4.000.

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