E45, un anno fa il crollo della piazzola. I residenti: "Area ancora abbandonata a se stessa"

Dopo il crollo partirono nuove indagini della Prcura sulla E45. Accertamenti conclusi 10 mesi dopo, a dicembre, quando partirono anche  gli avvisi di garanzia.

Era l'11 febbraio del 2018 quando la piazzola sulla E45, proprio sopra Pieve Santo Stefano, franò. E passato un anno da allora e tre persone sono state iscritte sul registro degli indagati. Ma quella piazzola franata verso le case è rimasta lì: delimitata da mesi dalla recinsione arancione posta dai Carabinieri forestali della Procura.

Dopo il crollo partirono nuove indagini della Prcura sulla E45. Accertamenti conclusi 10 mesi dopo, a dicembre, quando partirono anche  gli avvisi di garanzia per Oliviero Roccocapo centro Anas Firenze,  Massim Pinelli, capo nucleo Firenze e Antonio Scalamandré, responsabile compartimento della Toscana. 

Ma ad oggi le condizioni di quella piazzola sono rimaste tali e quali a quelle di 365 giorni fa. A testimoniarlo anche l'ironica lettera che una residente ha condiviso nel gruppo Facebook Vergogna e 45: 

"Cara piazzola franata, era l'11 febbraio di un anno fa quando hai mosso i tuoi primi passi verso valle, con queste foto volevo dirti buon compleanno! Pare che tutti si siano dimenticati di te, ma non chi ti è vicino ....

Un attimo di gloria c'è lo hai avuto ma, fattene una ragione, ci sono ponti, viadotti e strade abbandonate, messi molto peggio di te e tu non crei abbastanza disagi...forse un giorno qualcuno, oltre a chi sta qui sotto, si ricorderà. Tu intanto sta lì ferma, mi raccomando!"

I residenti della zona sottostante, tengono costantemente d'occhio l'area posto sotto sequestro: "Fortunatamente - spiega Erika Dori, una delle amministratrici del gruppo - non sono stati notati ulteriori movimenti. Siamo abbastanza tranquilli. Ma non possiamo fare a meno di chiederci: come si può lasciare una frana così dopo un annpo?".

L'inchiesta della Procura

I tre indagati sono  accusati di non aver effettuato interventi strutturali urgenti finalizzati a scongiurare una situazione di pericolo: negligenza, imprudenza e anche imperizia sarebbero i capi di imputazione. Le fessurazioni del manto stradale era infatti già state segnalate dal 2014 all'Anas da un cittadino, che la stessa Prefettura di Arezzo aveva sollecitato Anas a controllare e l'unico intervento disposto fu la copertura superficiale delle fessurazione, senza alcun monitoraggio, pare,  della situazione e nessuna verifica. 

Fu per questo, secondo la Procura, che si arrivò al crollo dell'intera piazzola tra le uscite Pieve Santo Stefano Sud e Pieve Santo Stefano Nord. 

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