"Sui luoghi del disastro", il viaggio ad Addis Abeba dei figli di Carlo e Gabriella

Due giorni per parlare con le autorità e visitare il luogo del disastro. "Adesso ci sentiamo più sereni"

Un viaggio fino ad Addis Abeba per incontrare l'ambasciatore italiano e per visitare il luogo del disastro aereo. Andrea e Marco Spini, due dei figli di Carlo Spini e Gabriella Viciani, sono rientrati ieri in Italia. "Le autorità - raccontano - stanno incontrando tutti i familiari delle vittime, stanno spiegando cosa sta accadendo e dando informazioni, ma per il momento particolari novità non ci sono".

L'inchiesta sul terribile schianto che è costato la vita a 157 persone è in corso. "Le analisi sulle scatole nere procedono - dice Andrea Spini - e così anche gli accertamenti sul dna. Ci vorranno almeno altri 6 mesi per poter pensare ad una restituzione delle salme". Intanto i due fratelli hanno raggiunto, per la prima volta, il luogo dell'impatto. 

"Si trova a circa due ore da Addis Abeba - spiega Andrea - è un'area non particolarmente grande, tutta recintata perché ci le indagini sono ancora in corso. Ci siamo trovati di fronte a un grande cratere, causat dall'impatto dell'aereo che è caduto in picchiata. I detriti più grandi sono stati portati via, ma sono rimasti i più piccoli e quelli piccolissimi: sembravano poco più che coriandoli". 

Un viaggio lampo, di appena due giorni, per incontrare la autorità, ma anche un viaggio del cuore. "Adesso stiamo bene - dice Andrea -  andare il quel luogo in qualche modo ci ha aiutati. Era un passo importante, che dovevamo fare. Ed è stato come chiudere un cerchio, e questa esperienza in tutta la sua drammaticità, ci ha comunque dato un po' di serenità". 

Desideravano restare in Africa

Nei giorni scorsi il ministro dei trasporti dell'Etiopia Dagmawit Moges in una conferenza stampa ha illustrato il rapporto preliminare delle indagini sul disastro aereo in una conferenza stampa. In quella sede ha spiegato come "l'aereo sia sceso in picchiata più volte prima di schiantasse al suolo poco dopo il decollo.“ Il ministro ha anche affermato che i piloti hanno "ripetutamente" eseguito le procedure di emergenza - raccomandate da Boeing - per disattivare il sistema di controllo automatico - noto come Maneuvering Characteristics Augmentation System, o MCAS -  prima del terribile schianto. Sforzi rivelatisi inutili perché non sarebbe stato possibile riprendere il controllo del velivolo. Sempre oggi, in una nota, l'amministratore delegato di Ethiopian Airlines, Tewolde GebreMariam, ha dichiarato di essere "molto orgoglioso" di come i piloti abbiano agito e delle loro elevate prestazioni professionali. Non ci sarebbe stato dunque un errore umano dietro al disastro e i piloti, morti insieme a tutti i passeggeri e a tutti i membri dell'equipaggio, non avrebber commesso nessun passo falso: si sarebbero attenuti scrupolosamente alle procedure.“

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