Ex dipendente truffò Banca Etruria per mezzo milione: condannato

E' arrivato il verdetto per un 50enne aretino: mise in piedi un raggiro di tipo finanziario studiato alla perfezione, basato sulla creazione di dossier titoli e investimenti

E' stato condannato a un anno e sei mesi il 50enne aretino, ex dipendente di Banca Etruria, che attraverso un complesso raggirò, riuscì a sottrarre circa mezzo milione di euro all'sitituto di credito. Le irregolarità si verificarano, in particolare, nella Banca Federico Del Vecchio, che all'epoca (le contestazioni arrivano fin al 2014) era parte del gruppo Etruria.

La ricostruzione della vicenda

L'uomo aveva utilizzato strumenti di investimento come i titoli - in relazione ai quali l'istituto era creditore d'imposta - truffandola. Come? Inducendola nell'errore e trattenendo soldi che la banca doveva versare all'erario in qualità di sostituto d'imposta. Mentre nelle sue tasche sarebbero finiti la bellezza di 485mila euro.

Il sistema della truffa

L'uomo, difeso dall'avvocato Marco Bufalini, era dipendente della Banca del Vecchio (allora nel gruppo Banca Etruria) ed era incaricato di eseguire al pc una "prova di funzionamento della procedura titoli" ovvero una simulazione con la quale veniva calcolata l'imposta sostitutiva sul disaggio di emissione (un'imposta che grava su chi acquista obbligazioni e titoli di stato ed è pari al 20 per cento della differenza tra il prezzo di acquisto e il valore di rimborso alla scadenza). Tale imposta veniva accreditata sul conto corrente della madre. Allo stesso tempo l'uomo inseriva la cifra nel conto unico della banca, tramutandolo automaticamente per la banca in un debito nei confronti dell'erario. Una volta ottenuto l'effettivo accredito nel conto della madre, il dipendente metteva in atto l'ultima parte del piano: smobilizzava i titoli e modificava la natura del dossier titoli, intestandolo ad altra persona giuridica. Una modifica che bloccava il sistema, impedendo alla procedura titoli di eseguire sul conto della madre e sul conto unico della banca le operazioni di segno opposto e allo stesso tempo impedendo il pagamento dell'imposta da parte della Banca. Con questo metodo nel conto intestato alla madre sarebbero stati trattenuti nel 2011 circa 101mila euro, nel 2012 oltre 96mila euro, nel 2013 oltre 130mila e nel 2014 oltre 157mila. Un totale di oltre 485 mila euro, frutto di ben 106 operazioni svolte con lo stesso metodo. 

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