Caso depurazione, Nuove Acque deve rimborsare gli utenti. Il Comitato esulta

Il tribunale di Arezzo ha rigettato l'appello presentato da Nuove Acque, condannata dal giudice di pace a restituire gli importi versati dai cittadini per un servizio inesistente. Gianfranco Morini, presidente del Comitato Acqua Pubblica: "Peccato solo che i vertici dell'azienda non pagheranno di tasca propria"

Gianfranco Morini

Il Comitato Acqua Pubblica di Arezzo esulta. Dice il presidente Gianfranco Morini:

"In sede di appello il tribunale di Arezzo, con sicuro gran scorno dell'amministratore delegato Francesca Menabuoni che mi aveva querelato per diffamazione a mezzo stampa perché avevo osato affermare che Nuove Acque si faceva pagare da svariate migliaia di utenti il servizio di depurazione senza che quel servizio venisse loro effettuato, ha condannato l'azienda a restituire il maltolto con tutte le spese. Purtroppo anche stavolta né l'A.D. né il Presidente né i membri, pubblici e privati, che occupano le comode poltrone del CdA di Nuove Acque pagheranno di tasca propria".

Il Comitato, in una nota stampa, spiega: "E alla fine della fiera, come nel più assurdo dei mondi all'incontrario, a pagare saranno gli utenti. Decine di migliaia di essi possono ritenersi cornuti e mazziati! Il Tribunale di Arezzo, con una recentissima sentenza (n. 510/2019), a firma del giudice Antonio Picardi, ha respinto l’appello presentato da Nuove Acque Spa, contro la sentenza pronunciata dall’Ufficio del Giudice di Pace di Arezzo, confermando il diritto dell’utente al rimborso degli importi indebitamente corrisposti a Nuove Acque, a titolo di quota di tariffa per la depurazione, a far data dal 3 ottobre 2000.

La causa aveva preso il via dal ricorso presentato da un utente M. F., assistito dallo Studio Legale Ponziani, di Città di Castello, al quale, pur non essendo servito da alcun impianto di depurazione, era sempre stata addebitata la quota di tariffa relativa alla depurazione, non dovuta a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 335/2008 (che ha dichiarato la illegittimità di tale balzello, in mancanza del relativo servizio). Tale quota era stata solo parzialmente rimborsata al medesimo, per il periodo successivo al 15 ottobre 2003; mentre veniva negato ogni rimborso per il periodo precedente (3 ottobre 2000 / 14 ottobre 2003). In particolare l’utente, a titolo di depurazione, dal 2000 al 2003 aveva pagato oltre 400 euro, somma di cui aveva richiesto il rimborso a Nuove Acque, senza ottenere alcun riscontro.

Con la sentenza di primo grado, veniva quindi riconosciuto all’utente il diritto al rimborso della somma di €. 404,17, oltre interessi legali, e venivano disattese le eccezioni di Nuove Acque; in particolare veniva accolto quanto sostenuto dall’Avv. Ponziani, secondo cui alla fattispecie deve ritenersi applicabile l’art. 2946 del Codice Civile, che prevede la prescrizione ordinaria decennale del diritto al rimborso di somme indebitamente corrisposte, trattandosi di indebito oggettivo, ai sensi dell’art. 2033 c.c. Già in primo grado, Nuove Acque veniva anche condannata al pagamento delle spese legali.

Nei confronti della sentenza, veniva però proposto appello davanti al Tribunale di Arezzo, eccependo asseriti difetti delle sentenza di primo grado; senonchè, il Tribunale ha rigettato integralmente l’appello, e confermato il diritto del sig. M.F. al rimborso, condannando altresì Nuove Acque al pagamento delle spese legali, ed anche al pagamento di un ulteriore contributo unificato, per essere stato l’appello rigettato integralmente.

La sentenza assume una particolare importanza per tutti gli utenti di Nuove Acque non serviti all’epoca da impianti di depurazione funzionanti, ai quali il gestore non ha rimborsato tutte le somme spettanti, che potrebbero complessivamente ammontare a qualche milione di euro. Si calcola infatti che gli interessati siano diverse migliaia di utenti, i quali potranno far valere nei confronti del gestore, in presenza delle condizioni di legge, il diritto al rimborso integrale delle somme indebitamente corrisposte.

Per qualunque informazione è possibile rivolgersi al Comitato Acqua Pubblica di Arezzo, il lunedì  dalle 16 alle 18 presso la sede del Centro Enrico Berlinguer in Largo 1° Maggio  n. 80 Arezzo . Il martedì dalle 9 alle 12,30 presso il Circolo ACLI di San Leo - Arezzo". 

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